Metodologia e risultati principali
La Fondazione B.Live Ets, con sede a Bologna, ha pubblicato una ricerca che valuta la «vitalità» di 260 città italiane di dimensione media (tra 30mila e 100mila abitanti). L'indicatore elaborato combina tre componenti: una componente economica che pesa per circa il 70%, una demografica per il 15% e una relativa al lavoro per un ulteriore 15%. La prima componente prende in considerazione elementi quali reddito Irpef, intensità imprenditoriale e diversificazione economica; la componente demografica fa riferimento all'indice di vecchiaia Istat; la terza misura il tasso di occupazione provinciale.
Classifica e posizione delle Marche
La classifica suddivide i 260 centri in tre fasce: 86 città ad alto potenziale, 89 a potenziale intermedio e 85 a potenziale contenuto. Nelle Marche risultano sette città classificate come ad alto potenziale. Tra queste, spiccano Senigallia e Osimo, rispettivamente con punteggi che collocano Senigallia poco davanti a Osimo.
- Senigallia: 59,7 punti
- Osimo: 58,2 punti
- Civitanova: 70,1 punti
- Fano: 67,7 punti
- Pesaro: 65,8 punti
- San Benedetto del Tronto: 61,6 punti
Altre città marchigiane analizzate rientrano nella fascia a potenziale intermedio: Macerata (56,5), Ancona (56,1), Jesi (50,1), Ascoli (43,5) e Fermo (41,8). Nessuna città marchigiana è risultata nella fascia a potenziale contenuto.
Implicazioni per le amministrazioni e i territori
Per le amministrazioni locali la ricerca fornisce uno strumento comparato per valutare punti di forza e debolezza dei propri territori rispetto a indicatori economici, demografici e del mercato del lavoro. L'ampio peso attribuito alla componente economica suggerisce che variabili come la composizione del reddito, la presenza di imprese e la diversificazione produttiva siano fondamentali per scalare la graduatoria.
Per i cittadini e gli operatori pubblici e privati della regione lo studio evidenzia due aspetti pratici:
- la necessità di politiche locali che favoriscano l'attrattività economica e il tessuto imprenditoriale;
- l'importanza di misure rivolte al mercato del lavoro per migliorare occupazione e partecipazione alla forza lavoro.
Confronto nazionale
A livello nazionale, la vetta della classifica è occupata da centri lombardi e altoatesini: Seregno (84,6 punti) e Segrate (83,9) sono in testa, seguiti da Merano (83,6). La forbice tra le città più virtuose e quelle con performance contenute sottolinea la diversità territoriale italiana e la rilevanza di politiche mirate per incentivare sviluppo locale.
Tabella: punteggi selezionati
| Città | Punteggio | Fascia |
|---|---|---|
| Seregno | 84,6 | Top nazionale |
| Segrate | 83,9 | Top nazionale |
| Merano | 83,6 | Top nazionale |
| Civitanova | 70,1 | Alto potenziale |
| Fano | 67,7 | Alto potenziale |
| Pesaro | 65,8 | Alto potenziale |
| Senigallia | 59,7 | Alto potenziale |
| Osimo | 58,2 | Alto potenziale |
La ricerca della Fondazione B.Live rappresenta uno strumento di osservazione utile per amministratori, pianificatori e operatori economici che vogliano individuare leve d'intervento per migliorare la competitività e la qualità di vita delle città medie. Per la provincia di Bologna e la regione Emilia-Romagna, confronti analoghi possono servire a calibrare politiche industriali, di attrazione demografica e di sostegno al lavoro.