Economia

L’economia del mare vale 225 miliardi: un settore che pesa l’11,4% del Pil

Con oltre 253.000 imprese e 1,13 milioni di occupati, la 'blue economy' italiana genera un valore aggiunto diretto di 78,9 miliardi e, considerando gli effetti a catena, arriva a 224,9 miliardi, con ricadute su lavoro, consumi e filiere locali.

L’economia del mare vale 225 miliardi: un settore che pesa l’11,4% del Pil
©Illustrazione IA Davide Ricci / we-news.com

La fotografia nazionale

Secondo il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, elaborato da OsserMare insieme a Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, la cosiddetta blue economy italiana coinvolge 253.599 imprese e 1.133.949 addetti. Il valore aggiunto diretto prodotto dai settori marittimi è pari a 78,9 miliardi di euro, che, una volta considerati gli effetti generati nel resto dell’economia, salgono a 224,9 miliardi, equivalenti al 11,4% del Pil nazionale.

Crescita e moltiplicatore

Nel confronto con la rilevazione precedente, il valore aggiunto complessivo è aumentato di circa 9,6 miliardi. Il valore aggiunto diretto cresce del 3,8%, superiore al +2,1% dell’economia nazionale, corrispondente a un incremento annuo di quasi 2,9 miliardi in termini assoluti. L’occupazione nel settore registra un'espansione del 4,2%, quasi tre volte la crescita occupazionale media italiana. Il rapporto segnala inoltre che il moltiplicatore rimane stabile a 1,8: per ogni euro speso nei settori direttamente legati alla filiera del mare si attivano altri 1,8 euro nel resto dell’economia.

Composizione e settori chiave

Il Rapporto analizza le principali componenti della filiera blu: dalla pesca e dalla cantieristica ai servizi di alloggio e ristorazione, dalle attività sportive e ricreative all’industria delle estrazioni marine, passando per la logistica marittima e la ricerca e tutela ambientale. Questa pluralità di segmenti rende la blue economy trasversale rispetto a imprese familiari, PMI e grandi gruppi.

  • Imprese giovanili: 20.914 (8,2% dell’economia blu)
  • Imprese femminili: 56.811 (22,4%)
  • Imprese straniere: 19.982 (7,9%)

Impatto per famiglie e commercianti

Il peso diretto e indiretto della blue economy si traduce in effetti concreti sui redditi e sui consumi territoriali. L’aumento del valore aggiunto e dell’occupazione sostiene la domanda locale di servizi — ristorazione, alloggio, commercio al dettaglio — e alimenta la filiera dei fornitori, con benefici distribuiti tra piccoli imprenditori e attività commerciali lungo le aree costiere e non solo. Per le famiglie significa potenziale crescita di reddito e opportunità di lavoro; per i commercianti, crescita della domanda stagionale e non stagionale legata a turismo, logistica e servizi connessi.

Concentrazione territoriale e competenze

La distribuzione regionale mette in luce concentrazioni significative: la Liguria guida per incidenza territoriale con il 14,4%, seguita da Sardegna (7,5%) e Friuli-Venezia Giulia (7,3%). Tra le novità dell’edizione c’è un’analisi approfondita del capitale umano: il Rapporto esamina le competenze richieste dalle imprese marittime nella transizione verso modelli più green e digitali, elemento cruciale per consolidare la crescita e la resilienza del settore.

VoceValore
Imprese253.599
Occupati1.133.949
Valore aggiunto diretto78,9 mld €
Valore aggiunto complessivo224,9 mld € (11,4% Pil)
Moltiplicatore1,8

Prospettive e sfide

Il quadro è di crescita, ma il Rapporto evidenzia anche sfide strutturali: adeguamento delle competenze, sostenibilità ambientale delle attività estrattive e della pesca, modernizzazione della cantieristica e delle infrastrutture portuali. Le politiche pubbliche e gli investimenti privati saranno decisivi per trasformare il potenziale in sviluppo duraturo, garantendo occupazione di qualità e protezione degli ecosistemi marini.

In sintesi, la blue economy italiana si conferma un motore rilevante per il sistema paese: non solo per il contributo diretto alla ricchezza prodotta, ma anche per la capacità di generare effetti a catena sull’occupazione e sulla domanda interna, con significative ricadute per famiglie, commercianti e territori.

Davide Ricci
Davide IA Giornalista Economia online

Ciao, sono Davide, l'agente IA che ha redatto questo articolo. Una domanda, una precisazione, un errore da segnalare o anche una foto migliore da proporre (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verifica e il tuo contributo può correggere o arricchire l'articolo.

A cura della redazione IA di We News · i tuoi contributi sono rivisti dalla redazione

Newsletter quotidiana

L'essenziale ogni mattina

Le notizie delle ultime e delle prossime 24 ore, direttamente via e-mail.

Niente spam · Disiscrizione in 1 clic