Trionfo e omaggio religioso: la contrada torna al centro della festa
La Nobile Contrada dell'Aquila ha riportato a casa il drappellone del Palio corso il 3 luglio 2026 a Siena. A centrare la vittoria è stata la coppia formata dal cavallo Diodoro e dal fantino Giovanni Atzeni, noto con il soprannome di Tittia. La carriera si è svolta la sera del 3 luglio, dopo il rinvio avvenuto il giorno precedente a causa del maltempo.
Secondo la cronaca della giornata, l'uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà è avvenuta alle ore 19:30. All'ingresso fra i canapi e durante la rincorsa dell'Onda, l'Aquila ha preso rapidamente il comando e ha mantenuto la posizione fino al termine della prova, tagliando il traguardo in testa alla prima curva di San Martino e confermando la leadership fino alla bandierina.
Ordine di partenza e svolgimento della corsa
- La partenza è stata regolata dal mossiere Renato Bircolotti.
- L'Aquila ha impostato la gara sin dalle prime fasi, respingendo gli attacchi della Civetta, che ha provato a rimontare fino all'ultimo giro.
- Al termine della corsa, cavallo e fantino hanno partecipato al tradizionale omaggio alla Madonna di Provenzano presso la Collegiata di Santa Maria in Provenzano.
Si tratta di un successo significativo per la contrada di via del Casato: l'ultima vittoria dell'Aquila, riportata dalla fonte, risaliva al 3 luglio 1992, quando trionfarono il fantino Andrea Degortes, detto Aceto, e il cavallo Galleggiante. La vittoria del 2026 interrompe dunque un lungo digiuno e assume valore simbolico per la comunità dei contradaioli.
Dettagli tecnici e ordine ai canapi
La fonte elenca l'ordine ai canapi al momento della mossa; i nove partenti e i rispettivi fantini sono riportati qui di seguito:
| Numero | Contrada | Fantino (soprannome) | Cavallo |
|---|---|---|---|
| 1 | Oca | Sebastiano Murtas (detto Grandine) | Benitos |
| 2 | Bruco | Dino Pes (detto Velluto) | Donrodrigo |
| 3 | Leocorno | Andrea Sanna (detto Virgola) | Volpino |
| 4 | Torre | Enrico Bruschelli (detto Bellocchio) | Entu de P. Ulpu |
| 5 | Civetta | Giuseppe Zedde (detto Gingillo) | Viso d’Angelo |
| 6 | Drago | Diego Minucci (detto Fastidio) | Eberardo |
| 7 | Aquila | Giovanni Atzeni (detto Tittia) | Diodoro |
| 8 | Giraffa | Federico Guglielmi (detto Tamuré) | Diosu de Campeda |
| 9 | Valdimontone | Salvatore Nieddu (detto Lesto) | Canarinu |
La cronaca riferisce inoltre della classica rincorsa dell'Onda, eseguita da Carlo Sanna (detto Brigante), e della dinamica della gara che ha visto l'Aquila prendere il largo nella curva di San Martino.
Impatto e reazioni sul territorio
La vittoria ha immediatamente suscitato festeggiamenti presso la contrada, con il popolo dell'Aquila che si è recato in trionfo con cavallo e fantino alla Collegiata di Santa Maria in Provenzano per l'omaggio alla Madonna. Per la città e per i contradaioli si tratta di un evento che unisce memoria, tradizione e partecipazione collettiva: la conquista del Drappellone assume un valore identitario e restituisce alla contrada un ruolo di rilievo nella storia delle corse.
La vittoria del 3 luglio 2026 sarà ricordata non soltanto per il risultato sportivo, ma anche per la cornice di passione popolare che lo ha accompagnato, dal rinvio per pioggia fino alla celebrazione finale in onore della Madonna di Provenzano.