Un'Italia schiacciata tra due alleanze
L'Italia si trova in una posizione delicata nello scacchiere del Mediterraneo orientale: da un lato rafforza legami industriali e militari con la Turchia, dall'altro conserva vincoli storici con Israele la cui collaborazione di difesa è però al momento sospesa. Il nodo politico e tecnologico è sintetizzato dalla decisione del governo sul golden power, esercitato il 16 giugno 2026 per autorizzare una joint venture paritetica tra Leonardo e la turca Baykar Makina destinata alla produzione di sistemi aerei a pilotaggio remoto.
La scelta arriva dopo un incontro di alto profilo: il 29 aprile 2025, a Villa Pamphilj, la premier italiana ricevette il presidente turco e furono firmati undici accordi di cooperazione bilaterale. Sul fronte diplomatico, la rottura tra Ankara e Gerusalemme, accentuatasi dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, ha reso l'Italia un punto d'equilibrio difficile da gestire, con ricadute concrete sulle forniture, sulle filiere tecnologiche e sulle alleanze di sicurezza.
Perché la decisione è rilevante per il settore tecnologico
- Industria nazionale: la joint venture coinvolge un big italiano della difesa e una realtà turca leader nei sistemi aerei senza pilota.
- Regolazione e sicurezza: l'impiego del golden power indica il carattere strategico dell'operazione per Roma.
- Allineamenti geopolitici: la convergenza con Ankara potrebbe ridefinire forniture, progetti comuni e opportunità per la catena produttiva nazionale.
Il quadro operativo è inoltre influenzato dalla conflittualità regionale: nell'ultima fase, complesse operazioni militari in Siria hanno contribuito a polarizzare i rapporti. Le attività e gli attacchi a infrastrutture in aree come Hama e Palmyra sono parte del contesto che ha rafforzato diffidenze e tensioni tra attori regionali, con effetti a catena anche sulle relazioni con partner europei.
"la nuova Iran", ha definito la Turchia l'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett dal palco di un consesso a Gerusalemme.
Nel medesimo scenario, commenti ufficiali israeliani hanno caratterizzato alcuni attacchi come messaggi deterrenti: in un episodio riportato, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito un'azione militare come un avvertimento a "non permettere che la sicurezza dello Stato di Israele venga danneggiata".
Conseguenze pratiche e scenari aperti
La convergenza industriale con Ankara può portare a:
- accelerazione nello sviluppo di droni e sistemi associati sul territorio italiano;
- nuove opportunità di export verso Paesi terzi interessati a piattaforme a pilotaggio remoto;
- possibili tensioni con partner tradizionali qualora la collaborazione militare con Israele non riprenda.
Per le imprese e per le istituzioni italiane la sfida sarà bilanciare interessi economici e industriali con vincoli di politica estera e sicurezza. La gestione di tecnologie dual-use, come i droni, richiede scelte di governance attente: controlli sulle esportazioni, standard di interoperabilità con alleati e garanzie sulla filiera produttiva diventeranno temi centrali nei prossimi mesi.
| Data | Evento |
|---|---|
| 17 febbraio 2026 | Dichiarazione di Naftali Bennett su Turchia |
| 29 aprile 2025 | Incontro a Villa Pamphilj e firma di accordi bilaterali |
| 16 giugno 2026 | Esercizio del golden power per joint venture Leonardo-Baykar |
In sintesi, l'Italia è chiamata a gestire una doppia eredità: un ruolo industriale crescente con Ankara e legami strategici con Gerusalemme. La partita sui droni e sulle tecnologie di difesa è solo la manifestazione più visibile di tensioni più ampie che mescolano affari, sicurezza e diplomazia.