Accuse di falso e un meccanismo artigianale per superare l'esame
Si è chiusa un'indagine della Procura di Napoli che ricostruisce un presunto sistema per ottenere patenti attraverso l'uso di una microtelecamera nascosta nel vestiario del candidato durante la prova teorica alla Motorizzazione. Complessivamente sono 168 gli indagati; tra questi figurano 9 persone residenti in provincia di Salerno, dislocate in diverse aree del territorio.
Secondo gli accertamenti, la telecamera veniva montata al posto di un bottone su maglie o giubbotti. L'immagine trasmessa in diretta ad un soggetto esterno — indicato negli atti come “suggeritore” — permetteva a quest'ultimo di leggere le domande e fornire, a distanza, le risposte al candidato. L'attività investigativa, avviata nel 2021 e protrattasi nei mesi successivi, ha raccolto registrazioni video e audio che gli inquirenti ritengono significative per ricostruire i ruoli e le modalità del presunto sistema.
- Comuni coinvolti nel Salernitano: Angri, Nocera Inferiore, Giffoni Sei Casali, Olevano sul Tusciano, Camerota, Castellabate, Eboli.
- Periodo delle indagini: avviate nel 2021, con accertamenti registrati per più mesi.
- Accusa contestata: falso.
L'impatto locale e gli sviluppi processuali
Per i destinatari degli avvisi di conclusione indagini si apre ora la fase in cui potranno chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive. La contestazione mossa dalla Procura riguarda la presunta alterazione della regolarità degli esami, pratiche che, se confermate in giudizio, avrebbero ripercussioni sulla sicurezza stradale e sulla credibilità delle autoscuole coinvolte. Nel corso delle verifiche emergerebbe inoltre il ruolo di alcuni titolari di autoscuole, consorzi, suggeritori e di alcuni ex dipendenti della Motorizzazione Civile di Napoli, nonché di una guardia giurata, sebbene questi profili siano riferiti nell'ambito dell'inchiesta principale e non sempre specificati per i casi salernitani.
Distribuzione locale degli indagati
| Area | Comune | Numero di indagati |
|---|---|---|
| Agro nocerino-sarnese | Angri, Nocera Inferiore | 2 |
| Picentini | Giffoni Sei Casali, Olevano sul Tusciano | 3 |
| Cilento | Camerota, Castellabate | 2 |
| Piana del Sele | Eboli | 2 |
Le persone coinvolte nella vicenda nell'area campana comprendono cittadini di diverse nazionalità, come ricostruito dagli atti: tra loro figurano soggetti provenienti da Cina, Albania, Pakistan, Bangladesh, India, Siria, Ucraina e Macedonia. Le indagini hanno fatto emergere l'esistenza, secondo gli inquirenti, di un'organizzazione in grado di reclutare candidati tramite un consorzio di autoscuole e predisporre l'attrezzatura necessaria per il sistema di frode.
Che cosa cambia per gli interessati in provincia
Per gli abitanti della provincia la notizia apre più interrogativi pratici: la eventuale irregolarità nelle procedure di rilascio delle patenti potrebbe causare revoche o annullamenti amministrativi se le accuse fossero confermate, con conseguenze sulla circolazione e sulle attività professionali di chi usa il veicolo per lavoro. Le autoscuole coinvolte, qualora risultassero parti organiche nel meccanismo, rischiano sanzioni e perdita di credibilità sul mercato formativo locale.
Al momento le notifiche degli avvisi di chiusura delle indagini sono state recapitate; i passaggi successivi prevedono le difese degli indagati e, eventualmente, l'avvio di procedimenti penali. Rimane aperta la necessità di chiarire i singoli ruoli e di verificare l'effettiva responsabilità delle persone residenti in provincia di Salerno rispetto agli altri attori individuati dalla Procura di Napoli.
La vicenda rimane sotto monitoraggio da parte delle autorità giudiziarie e della Polizia giudiziaria, che hanno documentato le operazioni con intercettazioni e riprese ritenute utili dall'accusa. Ogni ulteriore sviluppo sarà rilevante per valutare l'entità del fenomeno e le ricadute locali sulla fiducia nelle procedure per il conseguimento delle patenti.