Nuovo accertamento tecnico nel fascicolo sull'attentato di via Emilia Centro
La Procura di Modena ha disposto un ulteriore accertamento tecnico sul computer che, secondo quanto segnalato dai responsabili dell'Istituto di formazione operatori aziendali (Ifoa) di Reggio Emilia, era stato utilizzato da Salim El Koudri durante la frequenza di un corso. L'esame sul device, un portatile Lenovo assegnato in dotazione temporanea, è stato affidato a un perito incaricato per verificare la presenza di elementi utili alle indagini sull'attentato che ha colpito Modena.
Gli inquirenti stanno già esaminando numerosi dispositivi sequestrati nell'ambito dell'indagine per ricostruire dinamiche, motivazioni e possibili collegamenti. L'obiettivo dichiarato dalla procura è duplice: accertare se emergano tracce di premeditazione o di radicalizzazione e verificare l'eventuale coinvolgimento di terze persone che abbiano fornito supporto o concorso all'azione.
Che cosa cercherà il perito
Secondo il mandato della Procura, l'analisi sul computer dovrà ricercare, tra l'altro:
- riferimenti a episodi analoghi o a modalità di azione criminale;
- contatti con terzi che possano aver influito o collaborato;
- contenuti multimediali, ricerche e dati riconducibili a processi di radicalizzazione, affiliazione religiosa o auto-formazione/auto-addestramento.
Il portatile era stato consegnato a El Koudri in occasione di un corso di formazione per tecnici per la programmazione della produzione e la logistica, frequentato tra gennaio e marzo in prevalenza da remoto. Alla restituzione, il computer non risultava formattato, circostanza che ha portato i referenti dell'Ifoa a segnalarne la disponibilità agli inquirenti.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Periodo corso | gennaio - marzo |
| Device | pc Lenovo fornito dall'Ifoa |
| Incarico | Analisi forense disposta dalla Procura di Modena |
| Reato contestato | strage e lesioni aggravate |
Implicazioni per le indagini e per la città
Le verifiche sul materiale informatico rappresentano un passaggio cruciale per stabilire la presenza di una motivazione pianificata o di segnali di adesione a forme estremiste: elementi che, se riscontrati, possono portare all'applicazione di aggravanti nelle contestazioni. Allo stesso tempo, l'indagine punta a chiarire se l'attentatore abbia agito da solo o abbia ricevuto assistenza o istigazione dall'esterno.
Per la cittadinanza di Modena il lavoro dei periti e degli investigatori è destinato a chiarire aspetti determinanti non solo per la responsabilità penale dell'indagato, ma anche per la valutazione del rischio e delle misure di prevenzione futura sul territorio. Le autorità giudiziarie continueranno a coordinare accertamenti su telefoni e altri device già acquisiti, comparando i risultati con quanto emergerà dall'esame del pc fornito dall'Ifoa.
La delicatezza dell'attività forense impone tempi tecnici: l'analisi informatica sarà condotta per estrarre dati, ricostruire cronologie e valutare qualsiasi traccia utile a ricomporre la genesi dell'episodio, la dinamica degli eventi e il movente. Solo al termine di questi approfondimenti la Procura potrà diramare ulteriori dettagli sulle risultanze investigative.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti sul campo e le attività di polizia giudiziaria volte a chiudere il quadro probatorio, mentre la comunità modenese rimane in attesa delle conclusioni che potranno influenzare sviluppi processuali e valutazioni di ordine pubblico.