Riapertura rinviata per la SP 12 Bagnorese: pesa l’indagine sugli appalti
Nuovo stop alla SP 12 Bagnorese, la provinciale chiusa da fine gennaio per una frana che ha interrotto collegamenti e routine quotidiane in più aree del Ternano. Il percorso verso la riapertura, attesa in queste ore con circolazione a senso unico alternato, si è fermato a causa degli sviluppi dell’indagine della Procura della Repubblica di Terni sugli appalti provinciali legati a questo cantiere.
A comunicarlo è il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, che in una nota collega le perquisizioni avvenute ieri negli uffici dell’ente con l’impossibilità, oggi, di emanare l’ordinanza necessaria alla riapertura parziale della strada. Il procedimento investigativo riguarda in particolare un appalto sottosoglia affidato all’impresa Biagioli, realtà che – come ricordato dalla Provincia – ha collaborato con l’ente in diverse occasioni nel corso degli anni.
"Eravamo pronti [...] a riaprire oggi la strada provinciale ad una carreggiata"
Questa la sintesi del passaggio più atteso dagli utenti della SP 12, rimandato all’ultima curva per un impedimento formale: il dirigente competente, secondo quanto riferito da Ferranti, al momento non può firmare l’atto di riapertura a seguito dei fatti sopraggiunti.
Il quadro: frana a gennaio, lavori accelerati e un’attesa che si allunga
La Bagnorese è chiusa dalla fine di gennaio dopo un movimento franoso che ha reso impossibile la circolazione. La Provincia spiega di aver impiegato risorse e personale tecnico per accelerare gli interventi più urgenti, anche anticipando fondi per conto della Regione, nel tentativo di ripristinare al più presto la funzionalità dell’arteria. L’obiettivo di breve periodo era una riapertura provvisoria a una corsia, così da garantire un primo ristoro alla mobilità locale e dare ossigeno a cittadini e imprese penalizzati dalla chiusura.
Il rinvio produrrà ulteriori disagi per pendolari, servizi e attività economiche che si affacciano o gravitano sull’asse viario, costretti a utilizzare percorsi alternativi con tempi più lunghi e costi aggiuntivi. Nell’area, i sindaci e i comitati civici avevano chiesto con forza il ripristino del transito almeno regolato, anche per attenuare l’impatto sulla stagione estiva.
La posizione della Provincia e i prossimi passaggi
Nel suo aggiornamento pubblico, Ferranti esprime amarezza per l’ennesima battuta d’arresto e conferma il lavoro in corso per sbloccare la situazione a brevissimo. In particolare, l’ente punta a definire un percorso amministrativo che consenta di emettere l’ordinanza e riaprire in sicurezza una corsia, fermo restando il quadro degli accertamenti.
"Dispiace [...] dover accumulare ulteriori ritardi, dannosi per gli interessi del nostro territorio"
Il vicepresidente aggiunge che si sta operando per offrire risposte concrete già nei primi giorni della prossima settimana. Tempistiche e modalità dipenderanno anche dagli sviluppi amministrativi interni e dal coordinamento con gli organi inquirenti.
L’indagine: cosa sappiamo
Le perquisizioni hanno interessato l’Ufficio di Presidenza della Provincia in relazione a un appalto sottosoglia affidato all’impresa Biagioli. Dalla nota emerge che la ditta opera con l’ente provinciale da circa vent’anni e ha in carico il cantiere per la Bagnorese. Al momento non vengono forniti ulteriori dettagli sul merito degli atti investigativi. La Provincia conferma la collaborazione dei propri uffici e la prosecuzione delle attività per la messa in sicurezza della strada, nel rispetto delle procedure.
Parallelamente, sul tema è circolato anche un video social di Stefano Bandecchi. Non sono stati diffusi, in questa sede, contenuti specifici del messaggio, mentre l’attenzione pubblica resta concentrata sulla ripresa della circolazione e sulla chiarezza delle regole applicate agli affidamenti.
Impatto locale e cosa cambia nell’immediato
Per residenti, lavoratori e imprese dell’area, il rinvio significa continuare a fare i conti con tempi di percorrenza più lunghi, maggiori costi logistici e complicazioni nell’accesso ai servizi. La riapertura a senso unico alternato, se e quando sarà formalizzata, potrà alleviare in parte i disagi ma non sostituirà i lavori strutturali necessari a garantire una piena normalità della viabilità.
- Persistono i disagi per le comunità colpite e per le attività produttive.
- La riapertura parziale è subordinata all’emanazione dell’ordinanza oggi bloccata.
- La Procura prosegue gli accertamenti sugli affidamenti connessi al cantiere.
Le tappe recenti della vicenda
| Data/periodo | Evento |
|---|---|
| Fine gennaio | Frana e chiusura della SP 12 Bagnorese |
| Ieri | Perquisizioni in Provincia nell’ambito dell’indagine sugli appalti |
| Oggi | Attesa riapertura a una carreggiata rinviata per mancata firma dell’ordinanza |
| Prossima settimana | La Provincia punta a dare risposte su riapertura e iter amministrativo |
Resta alta la richiesta del territorio di tornare a muoversi su una delle direttrici chiave per collegare aree interne e attività economiche. La soluzione di breve termine, legata alla riapertura parziale, dipende ora dalla possibilità di superare il blocco amministrativo. Sullo sfondo, la necessità di assicurare trasparenza e correttezza nelle procedure di affidamento, fattore cruciale per opere pubbliche esposte a urgenze e criticità geologiche.