Un riconoscimento internazionale per la rigenerazione dell’ex aeroporto
Il Parco della Pace di Vicenza ha ottenuto il primo premio all’European Garden Award 2026, nella categoria dedicata alle misure di adattamento climatico per parchi e giardini. Il riconoscimento, annunciato durante la cerimonia del 26 giugno presso la sede di Schloss Dyck a Jüchen, vicino a Düsseldorf, premia un progetto che ha trasformato un’area ex aeroportuale in uno spazio pubblico multifunzionale e di grande scala.
La giuria internazionale ha motivato la scelta puntando sull’approccio strategico e sull’attenzione al contesto naturalistico impiegati nel progetto, elaborato dagli studi Pan Associati ed Emf Paisatge. Secondo la motivazione resa nota dagli organizzatori, si tratta della prima applicazione in Italia di questo tipo di approccio su un parco urbano pubblico di dimensioni così vaste.
«È un riconoscimento che ci fa molto piacere: un premio che attesta l’originalità e validità del progetto ideato dagli studi Pan Associati e Emf Paisatge dal quale è stato sviluppato il Parco oggi a disposizione della cittadinanza e diventato un modello di riferimento per i futuri parchi urbani»,
ha commentato l’assessore con delega al Parco della Pace, Leone Zilio, ringraziando anche le associazioni e i cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa. L’assessore ha inoltre sottolineato che, a meno di un anno dall’apertura, il parco è già diventato un punto di riferimento cittadino e un simbolo di pace e non violenza.
Perché il progetto è significativo per la città
Il riconoscimento mette in evidenza diversi aspetti di interesse pratico per chi vive a Vicenza e in provincia:
- Rigenerazione di aree dismesse: la trasformazione di un ex aeroporto in verde pubblico offre un modello replicabile per altri siti dismessi;
- Adattamento climatico: soluzioni progettuali e paesaggistiche pensate per mitigare gli effetti del cambiamento climatico in ambito urbano;
- Valore sociale: il parco come spazio multifunzionale a servizio della comunità e delle associazioni locali.
L’European Garden Award, attivo dal 2010, ha premiato fino ad oggi oltre 150 progetti provenienti da 23 Paesi. Nell’edizione 2026 sono stati scelti nove progetti provenienti da sette Paesi; tra questi, due interventi italiani: il Parco della Pace di Vicenza e l’Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore di Venezia.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Premio | European Garden Award 2026 |
| Categoria | Misure di adattamento climatico per parchi e giardini |
| Progetto | Parco della Pace, Vicenza |
| Progettisti | Pan Associati ed Emf Paisatge |
| Cerimonia | 26 giugno, Schloss Dyck (Jüchen, Germania) |
Implicazioni locali e scenari futuri
Per la città, il premio rappresenta sia un riconoscimento di qualità architettonico-paesaggistica sia un’opportunità per attrarre attenzione su pratiche sostenibili e di adattamento al clima. La menzione della giuria circa l’originalità dell’approccio lascia presagire che il progetto potrà fungere da modello di riferimento per futuri interventi di riqualificazione urbana in Veneto e oltre.
Per i cittadini significa, concretamente, disporre di un’area verde progettata con criteri pensati per durare nel tempo e per rispondere a esigenze diverse: ricreazione, aggregazione, attività culturali e, al contempo, mitigazione degli effetti ambientali. Restano sul tavolo, come in ogni grande intervento urbano, le questioni di manutenzione, gestione degli eventi e fruizione sostenibile che l’amministrazione comunale dovrà garantire per preservare qualità e funzione del parco.
La premiazione di Vicenza si inserisce in un più ampio dibattito sulla valorizzazione del verde urbano e sulla necessità di progetti integrati che tengano insieme paesaggio, servizi e resilienza climatica. Nei prossimi mesi sarà utile verificare come l’amministrazione interpreterà il riconoscimento in termini di politiche di gestione, promozione e coinvolgimento delle comunità locali.
In sintesi: il Parco della Pace ottiene un riconoscimento europeo per l’innovazione nel design del paesaggio e nell’adattamento climatico, confermando la sua rilevanza per la città di Vicenza e ponendo le basi per riflessioni e pratiche replicabili su scala regionale.