La Guardia di Finanza di Bergamo, in collaborazione con i funzionari dell'Agenzia delle Entrate locale, ha recuperato oltre 1,3 milioni di euro ritenuti dovuti all'Erario nell'ambito di un'inchiesta su frodi nel settore della manodopera. L'intervento è il proseguimento di una lunga attività investigativa che ha riguardato il Consorzio Soluzioni Globali, già al centro di accertamenti per una presunta evasione di grande entità.
Gli accertamenti e il recupero
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'operazione ha preso le mosse da accertamenti bancari su conti correnti riconducibili al consorzio e alle società collegate. Dei conti sottoposti a sequestro — per un valore complessivo riportato sui documenti d'indagine — parte delle somme riconducibili a persone fisiche è stata restituita; ulteriori approfondimenti sui conti societari hanno invece consentito di individuare e vincolare la cifra di 1.300.000 euro ritenuta frutto di omessi versamenti fiscali.
Il meccanismo messo a punto dagli investigatori
Le risultanze investigative descrivono una complessa rete di cooperative e consorzi utilizzata per fornire manodopera a terzi attraverso subappalti. Le fiamme gialle hanno evidenziato che alcune cooperative non avevano una struttura produttiva reale e risultavano intestate a prestanome, meccanismo che avrebbe permesso di aggirare obblighi previdenziali e fiscali.
«mere cartiere» ed «evasori totali» che «compensavano i debiti previdenziali con crediti d'imposta inesistenti»
Nel corso dell'indagine gli inquirenti hanno definito alcune di queste realtà come società fittizie e hanno ricostruito l'uso di crediti d'imposta non corrispondenti a reali obbligazioni contributive. Questo ha consentito al consorzio, sempre secondo l'accusa, di proporre offerte estremamente competitive e ottenere importanti appalti sul mercato.
Contesto e conseguenze locali
Il recupero delle somme costituisce un segnale di attenzione verso pratiche di concorrenza sleale e impoverimento delle casse pubbliche. Per le aziende oneste della provincia si tratta di un elemento di tutela: meccanismi illeciti che abbassano artificialmente i costi del lavoro danneggiano chi rispetta le regole e gli addetti al settore.
- Importo recuperato: oltre 1,3 milioni di euro;
- Conti sequestrati (valore complessivo): circa 3 milioni (cifre riportate negli atti d'indagine);
- Periodo di riferimento: indagini partite da contestazioni precedenti (2018) e sviluppatesi negli anni successivi.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Somme recuperate | € 1.300.000+ |
| Sequestri su conti | ~€ 3.000.000 (valore complessivo indicato) |
| Impresa coinvolta | Consorzio Soluzioni Globali |
Gli sviluppi dell'operazione rientrano in controlli più ampi volti a contrastare frodi fiscali e forme di sfruttamento o di elusione nel mercato del lavoro. Le autorità competenti proseguiranno gli accertamenti per definire ruoli e responsabilità e per quantificare eventuali ulteriori esposizioni debitorie.
Per i cittadini e le imprese locali la vicenda sottolinea l'importanza della vigilanza fiscale e dell'applicazione delle norme sui subappalti e sulla tracciabilità delle prestazioni di lavoro. I riscontri ottenuti dalle forze dell'ordine e dall'Agenzia delle Entrate sono destinati a riaffermare i principi di equità nella concorrenza e di tutela delle entrate pubbliche.
Gli atti dell'indagine e le eventuali ulteriori misure cautelari saranno oggetto di comunicazioni ufficiali da parte degli uffici coinvolti; ulteriori dettagli saranno forniti con l'avanzamento delle verifiche e degli eventuali procedimenti amministrativi o penali.