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Foggia, partono le «Brigate del lavoro»: presidio nei campi contro lo sfruttamento

Dal borgo Mezzanone la Flai Cgil Puglia avvia un programma itinerante per informare i braccianti direttamente nei luoghi di lavoro su diritti, contratti e tutele. L’iniziativa, ispirata all’eredità di Di Vittorio, sarà estesa alle altre province.

Foggia, partono le «Brigate del lavoro»: presidio nei campi contro lo sfruttamento
©Illustrazione IA Michele Padalino / we-news.com

Un presidio itinerante che parte dal cuore agricolo di Foggia

È stato avviato oggi, dalla Casa del Popolo di borgo Mezzanone (Foggia), il programma straordinario delle «Brigate del lavoro» della Flai Cgil Puglia, un’iniziativa pensata per portare il sindacato «di strada» direttamente nei luoghi dove il lavoro agricolo resta segnato da sfruttamento, caporalato, isolamento e compressione dei diritti. La partenza dal territorio foggiano ha un significato non soltanto simbolico: il Tavoliere è uno dei principali poli agricoli del Mezzogiorno e il tema delle condizioni dei braccianti continua a rappresentare una priorità sociale ed economica.

«Partiamo con il sindacato di strada della Flai Cgil Puglia attraverso le brigate del lavoro per andare ad informare i lavoratori direttamente nei campi. Mettiamo in pratica l'insegnamento di Peppino Di Vittorio. Andiamo ad incontrare i lavoratori lì dove sono: nei campi, per strada, nelle piazze, per dare loro informazioni sia da un punto di vista contrattuale sia previdenziale»

Così il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio, ha spiegato il senso dell’operazione, che si configura come una presenza costante e mobile a contatto con i braccianti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza sindacale dove più marcato è il rischio di intermediazione illecita e di violazioni contrattuali, con un’azione di prossimità che parte da Foggia e, come annunciato, sarà estesa progressivamente a tutte le province pugliesi.

Cosa porteranno le Brigate nei campi del Foggiano

L’iniziativa mira a presidiare i punti nevralgici della filiera agricola: campi, aree di transito e piazze dei borghi rurali. La scelta di muoversi «sul campo» ha un significato operativo preciso: raggiungere lavoratrici e lavoratori in condizioni di maggiore vulnerabilità informativa, offrendo orientamento immediato su contratti, buste paga, orari, riposi, sicurezza e accesso alle prestazioni previdenziali. La dimensione itinerante promette di superare ostacoli logistici e barriere di fiducia che spesso impediscono di segnalare situazioni di abuso.

  • Informazione su diritti contrattuali e tutele previdenziali;
  • Presenza sindacale diretta in campi, strade e piazze del Foggiano;
  • Contrasto a sfruttamento e caporalato attraverso la prossimità;
  • Estensione progressiva del modello all’intera Puglia.

Nel contesto locale, la portata dell’iniziativa si misura sia sul piano della prevenzione delle irregolarità sia su quello della trasparenza delle relazioni di lavoro. Portare informazioni qualificate direttamente nei luoghi di raccolta può facilitare l’emersione di criticità lungo la filiera, a partire dalla fase del reclutamento. Per il territorio di Foggia, abituato a picchi di attività stagionale, si tratta di una presenza che intende attenuare isolamento e asimmetrie informative che spesso espongono i braccianti a pratiche scorrette.

Un richiamo all’eredità di Di Vittorio

Nel solco del sindacalismo di prossimità, le Brigate richiamano esplicitamente l’insegnamento di Peppino Di Vittorio, figura simbolo del movimento dei lavoratori agricoli nata in Capitanata. Il riferimento non è solo storico: indica una metodologia fondata sull’incontro diretto, sul dialogo nei luoghi di vita e di lavoro, sulla costruzione di fiducia. In territori estesi come la pianura foggiana, la scelta di uscire dagli uffici per incontrare chi lavora tra i filari o nelle aree marginali può incidere sulla capacità di intercettare bisogni concreti e riattivare reti di tutela.

Il perimetro dell’intervento: da Foggia al resto della Puglia

La Flai Cgil Puglia ha confermato che la mobilitazione, partita nel Foggiano, coinvolgerà progressivamente tutte le province. L’ampiezza geografica del progetto lascia intendere una calendarizzazione per fasi, con adattamento delle azioni ai differenti contesti territoriali. La funzione di Foggia, in questa prima fase, è quella di banco di prova operativo: misurare l’efficacia dell’avvicinamento ai braccianti direttamente nelle aree rurali e replicare i format organizzativi che si dimostreranno più utili.

ElementoDettaglio
Luogo di avvioCasa del Popolo, borgo Mezzanone (Foggia)
PromotoreFlai Cgil Puglia
Iniziativa«Brigate del lavoro» (sindacato di strada)
AmbitoLavoro agricolo
EstensioneProgressiva a tutte le province pugliesi
Data di avvio4 luglio 2026

Implicazioni per il territorio foggiano

Per la Capitanata, l’avvio delle Brigate si traduce nell’arrivo di punti di informazione diffusa laddove l’accesso a sportelli e consulenze può risultare complicato. Se da un lato l’iniziativa è orientata a prevenire e contrastare condotte irregolari, dall’altro rafforza gli strumenti di consapevolezza dei lavoratori, condizione necessaria per rivendicare diritti esigibili e per orientarsi tra norme, contratti e prestazioni. In prospettiva, una maggiore emersione dei diritti può produrre effetti anche sulle dinamiche concorrenziali tra aziende corrette e realtà che comprimono il costo del lavoro aggirando le regole.

La scelta di partire da Foggia consegna al territorio un ruolo di apripista: sarà qui che si misureranno le prime ricadute concrete del «sindacato di strada», dalla capacità di intercettare bisogni fino al numero di lavoratori raggiunti e informati. La prospettiva di un’estensione regionale rende questa fase iniziale particolarmente significativa per calibrare strumenti e linguaggi, con l’obiettivo di consolidare una rete di prossimità stabile nei mesi a venire.

I prossimi passi

La Flai Cgil Puglia ha indicato una mobilitazione progressiva, orientata a presidiare i luoghi del lavoro agricolo e le aree di transito. Per i residenti e per chi opera nella filiera, ciò significa poter contare, già nel Foggiano, su momenti di informazione e ascolto direttamente sul posto. La sfida, dichiarata fin dalla partenza, è raggiungere chi altrimenti resterebbe ai margini dei canali informativi tradizionali, con l’ambizione di rendere più trasparente e regolare il mercato del lavoro agricolo locale.

Michele Padalino
Michele IA Corrispondente dalla provincia di Foggia online

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