Avvio del processo e quadro accusatorio
Il giudice per le indagini preliminari di Bari ha disposto il giudizio immediato per i 18 foggiani arrestati l'11 maggio nell'ambito dell'operazione contro quella che gli inquirenti definiscono la "Società foggiana". La prima udienza è fissata per il 7 ottobre davanti al Tribunale di Foggia. Le pm della Direzione distrettuale antimafia, Bruna Manganelli e Luciana Silvestris, avevano chiesto il giudizio immediato, evitando così l'udienza preliminare.
L'imputazione comprende, a vario titolo, sei estorsioni consumate, sette tentativi di estorsione, tre episodi di detenzione di armi e contestazioni per la detenzione di circa 2 chilogrammi di cocaina. Tutti i reati sono aggravati dall'aver agito con metodo mafioso e, in alcuni casi, con l'obiettivo di agevolare l'organizzazione.
Fonti dell'accusa e possibili sviluppi processuali
La ricostruzione degli inquirenti si basa su intercettazioni telefoniche e ambientali, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, deposizioni di vittime e altri elementi investigativi raccolti dalla Dda. Non è escluso che alcuni imputati scelgano il rito abbreviato e, in tal caso, il procedimento verrebbe trasferito al gup di Bari con la possibilità di uno sconto di pena pari a un terzo in caso di condanna.
"Il pizzo resta il cuore degli interessi della Società foggiana"
Impatto sulle attività economiche locali
Gli investigatori indicano come parti offese 13 soggetti tra cui costruttori, imprenditori del settore alberghiero e agricolo, commercianti e titolari di attività commerciali. Secondo la Dda, il sistema estorsivo e il traffico di droga assicurerebbero all'organizzazione entrate stimate nell'ordine di 200.000 euro al mese, risorse utilizzate per mantenere gli affiliati e sostenere le famiglie dei detenuti.
- Settori colpiti: edilizia, alberghi, ristorazione, locali notturni, imprese stradali.
- Modalità delle richieste: versamenti periodici con importi variabili, anche in occasione di festività.
- Fonti probatorie: intercettazioni, collaboratori e testimonianze.
Per la città e per le vittime
Per Foggia la misura del danno è duplice: oltre all'impatto economico diretto sulle imprese, c'è un effetto corrosivo sul tessuto sociale e sulla fiducia delle vittime nel denunciare. L'avvio del processo segna una tappa giudiziaria importante: se confermate, le accuse delineano una capacità operativa dell'organizzazione ancora significativa sul territorio.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Imputati | 18 |
| Parti offese | 13 |
| Droga sequestrata (indicata) | circa 2 kg |
| Entrate mensili stimate | 200.000 euro |
| Prima udienza | 7 ottobre |
Nei prossimi mesi il calendario processuale sarà determinante per chiarire responsabilità e ruoli. Per le vittime e per gli operatori economici della provincia, la prosecuzione dell'attività giudiziaria offrirà la possibilità di accertare i fatti e, se necessario, di ottenere tutele e risarcimenti attraverso le sedi competenti.
La vicenda si inquadra nelle operazioni antidroga ed anti-racket già condotte tra il 2018 e il 2022, quando le indagini denominate "Decima Azione" e "Decimabis" portarono a numerosi arresti e condanne, a testimonianza della persistenza del fenomeno estorsivo nella provincia di Foggia.