Protesta in basilica e richieste chiare
Un gruppo di braccianti migranti, provenienti dall'area di Torretta Antonacci (provincia di Foggia), ha dato vita a un sit‑in pacifico occupando i banchi della Basilica di San Nicola a Bari. I manifestanti hanno esposto cartelli con slogan che riassumono le rivendicazioni: alloggi dignitosi, permessi di soggiorno, tutele sul lavoro e la fine dei ghetti.
Le scritte, alcune riportate su cartelli e altre appoggiate alle colonne della navata, richiamano le condizioni concrete in cui molti braccianti vivono e lavorano, in particolare nei mesi di piena raccolta quando aumentano le necessità di acqua, servizi igienici e condizioni abitative adeguate.
Le richieste e le minacce di mobilitazione
I manifestanti hanno chiesto interventi immediati sia dalla Regione Puglia guidata da Michele Emiliano/decisori locali, sia dal Governo nazionale. Le richieste sono sintetizzate nelle parole scelte per i cartelli: "Basta ghetti, vogliamo le case", "Meno flussi, più permessi", "No razzismo, diritti per tutti". In una dichiarazione riportata durante l'azione i braccianti affermano che la Basilica è stata scelta come luogo simbolico «perché è l'unico luogo di questa città dove la nostra vita vale ancora qualcosa».
«Per lo Stato non esistiamo: esistono le nostre braccia quando c'è da raccogliere il pomodoro, e spariscono i nostri corpi quando c'è da darci un tetto, un documento, un nome»
Chi manifesta ha annunciato che il sit‑in è "solo il primo passo" e ha minacciato azioni successive: scioperi, presidi permanenti e blocchi in tutta la Capitanata, in vista della prossima stagione di raccolta del pomodoro.
Impatto locale e nodi aperti
La mobilitazione solleva questioni centrali per la provincia di Foggia: la gestione dei luoghi di insediamento dei braccianti, l'accesso ai documenti e la tutela sul lavoro stagionale. Le possibili interruzioni delle attività di raccolta, paventate dai manifestanti, potrebbero avere ripercussioni immediate per aziende agricole, filiere di lavorazione e per i lavoratori stessi.
- Richieste principali: permessi di soggiorno, alloggi, servizi essenziali.
- Luogo della protesta: Basilica di San Nicola, Bari; promotori provenienti da Torretta Antonacci.
- Minacce annunciate: scioperi, presidi permanenti e blocchi in Capitanata durante la raccolta.
Quel che resta da chiarire
Al momento la protesta ha ottenuto visibilità pubblica tramite l'occupazione simbolica della Basilica, ma resta da capire quali risposte arriveranno dagli interlocutori istituzionali indicati dai manifestanti (Regione e Governo) e se saranno avviati tavoli o misure concrete per superare situazioni di degrado abitativo e irregolarità burocratiche. Per gli abitanti e gli operatori agricoli della provincia il monitoraggio degli sviluppi è ora essenziale, perché qualsiasi forma di mobilitazione permanente potrebbe incidere sul lavoro e sulla vita quotidiana in Capitanata.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Provenienza dei manifestanti | Torretta Antonacci (provincia di Foggia) |
| Luogo della protesta | Basilica di San Nicola, Bari |
| Richieste | Permessi, case, servizi, fine dei ghetti |
| Azzione annunciata | Scioperi, presidi e blocchi in Capitanata |