Questa mattina nei saloni di rappresentanza della Prefettura di Gorizia è stato sottoscritto il Patto educativo provinciale per la legalità e la cittadinanza attiva, un'intesa tra la Prefettura e gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della provincia. L'iniziativa, voluta e presieduta dal prefetto Ester Fedullo, si colloca nell'attuazione della direttiva interministeriale del 28 gennaio 2026, promossa dai ministri dell'Interno e dell'Istruzione e del Merito, e punta a creare una rete stabile tra istituzioni e scuola per intercettare e prevenire situazioni di disagio giovanile e forme di marginalità.
Obiettivi e modalità d'intervento
Il Patto intende consolidare una collaborazione strutturata che favorisca la diffusione della cultura della legalità e la promozione della cittadinanza attiva tra le nuove generazioni. Tra i punti principali vi sono la prevenzione di comportamenti illeciti, l'individuazione precoce di segnali di disagio e l'organizzazione di iniziative formative condivise. L'accordo è pensato per coinvolgere non solo le comunità scolastiche, ma anche le forze dell'ordine, le autorità locali e i servizi sanitari territoriali, con l'obiettivo di intervenire prima che situazioni problematiche si aggravino.
Chi ha firmato e chi ha partecipato
Alla firma erano presenti rappresentanti di più istituzioni locali e regionali, a sottolineare la natura plurale dell'intesa. Oltre al prefetto, hanno partecipato:
- il vicesindaco di Gorizia, Chiara Gatta;
- il direttore dell'Azienda sanitaria regionale Asugi, Antonio Poggiana;
- il questore di Gorizia, Luigi Di Ruscio;
- il comandante provinciale dei Carabinieri, Gennaro Iervolino;
- il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Andrea Esposito;
- il dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale, Mauro Pantanali;
- dirigenti degli istituti di secondo grado della provincia e membri della Consulta studentesca provinciale.
«È il primo tassello di un'intesa estendibile anche alle scuole di primo grado e un esempio replicabile sul territorio regionale»
La frase è stata riferita dalla direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, Patrizia Pavatti, presente all'incontro e favorevole al progetto: l'auspicio è che l'intesa possa fungere da modello anche per altre realtà regionali.
Impatto locale e prossimi sviluppi
Per le comunità educative della provincia, il Patto rappresenta uno strumento pratico per coordinare attività di prevenzione e promozione del benessere degli studenti. Dal punto di vista operativo, l'accordo potrebbe tradursi in interventi quali incontri formativi, protocolli di segnalazione precoce, iniziative di sensibilizzazione e percorsi di orientamento e supporto. La progettazione e l'attuazione delle attività saranno frutto di un lavoro congiunto tra scuole e istituzioni firmatarie.
Il documento è stato promosso fin dall'inizio dalla dirigente del Polo liceale, Giovanna Petitti, che ha svolto un ruolo di impulso nell'avviare il confronto con le amministrazioni e con le autorità di pubblica sicurezza.
Tabella: principali soggetti coinvolti
| Ente/Persona | Ruolo |
|---|---|
| Ester Fedullo | Prefetto (presidente dell'incontro) |
| Chiara Gatta | Vicesindaco di Gorizia |
| Antonio Poggiana | Direttore Asugi |
| Luigi Di Ruscio | Questore di Gorizia |
| Gennaro Iervolino | Comandante provinciale Carabinieri |
| Andrea Esposito | Comandante provinciale Guardia di Finanza |
| Mauro Pantanali | Dirigente Ufficio scolastico territoriale |
Per le famiglie e per gli studenti della provincia, questo patto può tradursi in percorsi più coordinati di tutela e supporto: dalla promozione di iniziative educative sulla legalità alla creazione di canali per la segnalazione di situazioni a rischio. Le scuole che hanno aderito avranno un interlocutore istituzionale rafforzato per organizzare attività comuni e mettere in campo interventi di prevenzione più tempestivi.
Resta ora da definire il cronoprogramma delle azioni concrete e gli indicatori di valutazione dell'efficacia delle iniziative: saranno elementi fondamentali per trasformare il documento politico in risultati tangibili sul territorio. L'intesa, oltre a rappresentare una risposta locale a una direttiva nazionale, può essere monitorata dalla rete delle istituzioni firmatarie per verificarne l'estendibilità alle scuole di primo grado, come auspicato dall'Ufficio scolastico regionale.
In una provincia dove il lavoro di rete tra istituzioni e comunità scolastica è spesso decisivo per prevenire l'aggravarsi di situazioni complesse, il nuovo Patto costituisce un passo formale verso un coordinamento che dovrà dimostrare, nelle prossime settimane e mesi, la sua concretezza.