Abbandono prolungato e responsabilità: il caso dell'ex ospedale
I consiglieri comunali di Uniti si può, Mauro Bosia e Vittoria Briccarello, hanno rinnovato l'attacco contro le istituzioni locali e regionali per lo stato di totale abbandono in cui versa l'ex ospedale di Asti. A quasi ventuno anni dalla chiusura della struttura, la lista civica denuncia una situazione «sempre più degradata» con possibili ripercussioni per la sicurezza e l'immagine del centro cittadino.
«Sono passati quasi ventun anni e la situazione del vecchio ospedale è del tutto immutata. Sempre più abbandonata e degradata, sempre più a emanare l’idea di un bubbone infetto che rischia di contaminare il centro cittadino.»
La critica si estende agli amministratori che si sono succeduti dal 2005: secondo Uniti si può, dalla chiusura si sono alternate alla guida della città quattro amministrazioni comunali, con Rasero al comando da quasi dieci anni; a livello regionale si registrano quattro Presidenti di Regione e l'attuale governatore Cirio in carica da sette anni. La proprietà dell'immobile è attribuita alla Asl AT, chiamata dalla lista civica ad intervenire per la manutenzione minima necessaria a contenere il degrado.
Segnalazioni visive e rischi concreti
Tra i rilievi più evidenti, i consiglieri citano infissi non chiusi, tapparelle danneggiate o penzolanti, solette fragili e calcinacci che si staccano. Questi elementi, oltre all'effetto estetico negativo, rappresentano un potenziale rischio per i passanti e costituiscono un problema di manutenzione che, se trascurato, può aggravarsi nel tempo.
- Durata dell'abbandono: quasi 21 anni dalla chiusura;
- Proprietà: Asl AT, secondo la nota della lista civica;
- Impatto percepito: degrado visibile e timore per la sicurezza in centro.
Conseguenze per la città e possibili sviluppi
La presenza di un edificio pubblico inutilizzato nel cuore urbano solleva questioni pratiche — dalla sicurezza alla salvaguardia del patrimonio — e politiche: la ricorrente delegittimazione dell'azione amministrativa può influire sul rapporto tra cittadini e istituzioni. Uniti si può chiede interventi di manutenzione preventiva per evitare intrusioni, crolli o il distacco di materiali pericolanti, e sollecita un piano condiviso per il riutilizzo dell'immobile.
Non è indicata nella nota una proposta concreta di destinazione alternativa né un piano temporale degli interventi da parte della proprietà. Resta dunque aperta la partita sul futuro dell'edificio, che intreccia esigenze di tutela della sicurezza pubblica con opportunità di rigenerazione urbana.
| Voce | Dato riportato |
|---|---|
| Anno di chiusura | Dal 2005 |
| Durata dell'abbandono | Quasi 21 anni |
| Attori citati | Comune, Regione, Asl AT |
Sul tema è atteso il confronto pubblico: le richieste di Uniti si può potrebbero tradursi in interrogazioni formali o pressioni per avviare sopralluoghi e interventi urgenti. Per i residenti resta centrale la domanda su quando e come verrà garantita la sicurezza dei luoghi e quale destino verrà pensato per un edificio che da tempo è al centro di dibattiti e proposte.