Indagine e processo per la consegna di hashish nelle calzature di un detenuto
Un controllo interno sul materiale in ingresso nel carcere di Cuneo ha portato alla luce una modalità di occultamento della droga che ha avviato un procedimento penale. Sono imputati davanti al tribunale il detenuto Piero Zaccaro e due agenti della polizia penitenziaria, Pasquale Giammarelli e Mario Cassataro, accusati di concorso nello spaccio di stupefacenti.
I fatti oggetto d'indagine risalgono ad aprile 2023. Secondo gli atti, una segnalazione riservata fatta da un altro detenuto al direttore dell'istituto, Domenico Minervini, annunciava l'arrivo imminente di una spedizione destinata a Zaccaro con l'hashish nascosto nelle scarpe. Il direttore riferì elementi identificativi del personale di servizio, descrivendo tre agenti presenti: «uno coi capelli bianchi, uno pelato e l'altro con i capelli neri».
«Per noi è stato impossibile sbagliare perché sono tre i poliziotti in servizio lì: uno coi capelli bianchi, uno pelato e l’altro con i capelli neri»
Informata la comandante, Erminia Froio, la direzione predispose verifiche e seguì il percorso del pacco. L'involucro giunse tra il 5 e il 6 aprile e, durante un controllo ai raggi X, fu rilevata un'ombra sospetta. Tuttavia la consegna non fu bloccata in quella fase: il pacco proseguì verso il casellario, dove i pacchi vengono aperti alla presenza dei destinatari.
Solo successivamente un ispettore, insospettito dal forte odore, effettuò un nuovo controllo e individuò l'hashish nascosto sotto la soletta della calzatura: la parte sottostante era stata ricucita con punti ancora visibili. La ricostruzione processuale tiene conto di questa sequenza di controlli e delle testimonianze raccolte.
Conseguenze pratiche e questioni aperte per la gestione dell'istituto
- Procedura di controllo: il caso mette sotto esame le modalità con cui vengono effettuati i controlli dei pacchi in entrata e la loro tenuta a valle dei controlli radiografici.
- Responsabilità del personale: il processo interessa due agenti e solleva questioni su eventuali complicità interne nella consegna della sostanza.
- Impatto sulla sicurezza: per i cittadini e per i familiari dei detenuti, la vicenda riapre il tema della prevenzione dell'introduzione di stupefacenti negli istituti penitenziari.
L'avvocata Luisa Rosso, difensore degli agenti, ha posto interrogativi su alcuni passaggi della ricostruzione, tra cui la decisione di non bloccare la spedizione dopo il primo esame radiografico. Nel processo sarà valutata sia la sequenza dei controlli sia l'eventuale coinvolgimento del personale nella rete di approvvigionamento.
| Data | Evento |
|---|---|
| 3 aprile 2023 | Segnalazione di un detenuto al direttore Minervini |
| 5-6 aprile 2023 | Arrivo del pacco e controllo radiografico; successiva apertura e individuazione della droga |
Il procedimento in corso chiarirà responsabilità e dinamiche interne all'istituto penitenziario. Per la popolazione di Cuneo restano interrogativi legati alle procedure di sicurezza e alla trasparenza delle verifiche interne, temi rilevanti per la gestione quotidiana del carcere e per la fiducia nelle istituzioni che lo governano.