Un colpo all’industria chimica cittadina
Radici Chimica ha reso noto in una comunicazione ufficiale la decisione di chiudere la linea produttiva dell’acido adipico nello stabilimento di Novara. Secondo quanto riferito dall’azienda, la scelta è motivata da «tre anni di pesanti perdite consecutive» e dalla difficoltà di sostenere i costi operativi di un reparto soggetto alla direttiva Seveso, collocato nelle immediate vicinanze del centro urbano.
Le ragioni indicate dall’azienda
Nel comunicato, la proprietà attribuisce la crisi a un insieme di fattori che hanno eroso la redditività: la concorrenza delle importazioni dalla Cina, l’aumento dei costi energetici e il cedimento della domanda in settori chiave come automotive, tessile ed edilizia. Radici segnala inoltre che le misure di tutela messe in campo a livello europeo non sono state sufficienti a invertire la tendenza.
«La decisione di chiudere la linea dell’acido adipico è l’unica misura necessaria per arginare tre anni di pesanti perdite consecutive», si legge nella nota aziendale.
L’azienda ricorda di aver partecipato all’indagine anti-dumping promossa dalla Commissione Europea, conclusasi a maggio con l’applicazione di dazi del 42,3% sulle importazioni dalla Cina, provvedimento che però, secondo Radici, non ha rimosso le condizioni di difficoltà per lo stabilimento.
Conseguenze per lavoratori e territorio
La priorità immediata indicata dalla società è la gestione dell’impatto occupazionale. Radici annuncia l’apertura del confronto con le RSU e con le istituzioni per valutare strumenti di sostegno come ammortizzatori sociali, percorsi di riqualificazione e piani di ricollocazione. Non vengono forniti numeri precisi sulla platea di lavoratori coinvolti nella nota aziendale diffusa finora.
- Ambito produttivo: linea dell’acido adipico.
- Cause dichiarate: perdite economiche pluriennali, pressione delle importazioni, costi energetici e calo della domanda nei settori clienti.
- Azioni aziendali: chiusura della linea e avvio del confronto con rappresentanze sindacali e istituzioni.
Impatto sulla sicurezza e sulla pianificazione urbana
Nel comunicato Radici sottolinea anche la valutazione gestionale legata alla sicurezza: la prosecuzione di un’attività economicamente non sostenibile in un reparto Seveso vicino al centro abitato comporta, secondo l’azienda, responsabilità gestionali che hanno inciso sulla determinazione a fermare la produzione.
| Elemento | Dettaglio dalla comunicazione |
|---|---|
| Dazi UE | 42,3% sulle importazioni dalla Cina |
| Periodo di perdite | Tre anni consecutivi |
| Settori clienti in crisi | Automotive, tessile, edilizia |
Nei prossimi giorni è atteso il prosieguo delle interlocuzioni: sindacati, istituzioni locali e azienda dovranno definire misure concrete per i lavoratori e valutare possibili scenari alternativi. Per la città la vicenda riapre il dibattito sulla resilienza delle produzioni industriali locali e sulla necessità di politiche di sostegno produttivo e di sicurezza territoriale.