Impatto occupazionale e organizzativo dopo il rogo nello stabilimento di Novara
Le ripercussioni dell'incendio che lo scorso 20 luglio ha interessato un reparto dello stabilimento Memc di Novara si riflettono ora anche su altre sedi del gruppo. In un incontro con le rappresentanze sindacali l'azienda ha annunciato l'attivazione di un provvedimento di cassa integrazione ordinaria che coinvolgerà 203 lavoratori del sito di Sinigo (Merano), a causa della diminuzione dell'attività produttiva legata alla contrazione delle lavorazioni trasferite a Novara.
Secondo quanto comunicato dai rappresentanti sindacali Filctem Cgil/Agb e Femca Sgb/Cisl, la maggior parte del cristallo lavorato a Merano viene infatti inviata a Novara per le fasi successive della produzione. Il fermo parziale dell'impianto piemontese ha comportato una riduzione significativa dei carichi di lavoro a Sinigo, rendendo necessaria una riorganizzazione temporanea del personale.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Dipendenti interessati | 203 |
| Reparti coinvolti | Monocristallo e attività collegate |
| Periodo previsto | 6 agosto - 31 ottobre (13 settimane) |
La misura sarà applicata con una riduzione oraria distribuita a rotazione tra i lavoratori del reparto Monocristallo e delle attività collegate. Le organizzazioni sindacali hanno espresso vicinanza ai dipendenti e hanno sottolineato un approccio collaborativo da parte dell'azienda nella gestione dell'emergenza.
«Abbiamo trovato un’impresa estremamente propositiva nel ricercare soluzioni nel rispetto dei lavoratori»
Da parte sindacale si evidenzia la volontà di limitare al massimo l'impatto occupazionale e di favorire il ritorno alla piena produttività non appena saranno superate le conseguenze dell'incendio. Restano però aperte questioni operative: i tempi di ripristino dei reparti danneggiati a Novara, la ripresa dei flussi logistici interni alla filiera e l'eventuale necessità di ulteriori interventi organizzativi se la ripartenza dovesse prolungarsi.
- La cassa integrazione interessa inizialmente 203 lavoratori a Merano.
- La durata prevista del provvedimento è di 13 settimane (6 agosto–31 ottobre).
- L'impatto parte dalla riduzione delle lavorazioni trasferite dallo stabilimento di Novara.
Per i cittadini e per l'indotto locale di Novara la vicenda sottolinea l'importanza del pronto ripristino degli impianti e della continuità produttiva. Oltre alla questione occupazionale, infatti, la sospensione o il rallentamento delle lavorazioni può avere effetti a catena sui fornitori, sui servizi logistici e sui contratti in essere. Le parti coinvolte dichiarano l'impegno a monitorare la situazione e a concordare soluzioni fino al completo ritorno alla normale attività.
We News seguirà gli sviluppi sulla ripresa delle attività nello stabilimento di Novara e sugli eventuali aggiornamenti relativi agli accordi con le rappresentanze sindacali.