Provinciale impegnata sul caso Electrolux, ma la mobilitazione sindacale resta critica
La crisi che coinvolge i gruppi Beko ed Electrolux è tornata al centro del dibattito pubblico in Provincia di Varese: mercoledì 29 luglio l'aula di Villa Recalcati ha affrontato la situazione inserendo un ordine del giorno dedicato, firmato dal presidente Marco Magrini. L'atto, pur limitato in forma e contenuto rispetto alle attese di alcune sigle sindacali, punta a mettere in campo iniziative istituzionali per la tutela delle maestranze e del tessuto industriale locale.
La seduta serale si è svolta senza la presenza dei rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati (Fim, Fiom e Uilm), che avevano annunciato una convocazione straordinaria mirata proprio alla crisi del comparto. Dal versante provinciale è arrivata comunque la proposta di attivare un tavolo di lavoro congiunto tra le province di Varese, Como e Milano con l'obiettivo di potenziare la pressione tecnica e politica verso Regione e Governo.
«Le crisi sono generalizzate all'intero comparto degli elettrodomestici e ci stanno creando parecchi problemi sul piano produttivo ed occupazionale»
La dichiarazione è stata pronunciata dal presidente Magrini in aula, mentre il vicepresidente Giacomo Iametti ha portato cifre che fotografano la potenziale ricaduta economica sul territorio: secondo quanto emerso, l'impatto negativo per il Varesotto legato alla crisi Electrolux potrebbe raggiungere i 60 milioni di euro in commesse perse nell'arco di cinque anni. Sul piano operativo è stata inoltre menzionata la sede produttiva di Solaro come nodo sensibile per l'occupazione locale.
Il consigliere Sergio Ghiringhelli ha presentato un emendamento all'ordine del giorno per rafforzare la proposta di collaborazione interprovinciale. L'obiettivo dichiarato è accumulare "massa critica" per riuscire a ottenere risposte concrete agli attori istituzionali superiori, dove si decideranno eventuali interventi di politica industriale e strumenti a sostegno dell'occupazione.
Conseguenze locali e prossimi passi
Per i residenti e per le famiglie del Varesotto la crisi assume ricadute pratiche: rischio di riduzione di commesse per le filiere locali, incertezza sull'occupazione diretta nelle unità produttive collegate e possibile impatto su indotto e forniture. La Provincia intende quindi promuovere un approccio coordinato per incrementare la capacità negoziale con Regione e Ministero.
- Richiesta di tavolo interprovinciale (Varese, Como, Milano) per azione congiunta;
- Attenzione concentrata su Electrolux, con possibili effetti economici stimati nel tempo;
- Assenza dei sindacati all'aula provinciale, segnale di tensione nella fase di confronto.
Restano da chiarire diversi punti: il numero effettivo di lavoratori varesini coinvolti dalla vicenda legata a Solaro, eventuali misure di sostegno al reddito o piani di ricollocazione da attivare e tempistiche precise per il confronto a livello regionale e ministeriale. La Provincia ha già annunciato la partecipazione del presidente Magrini a prossimi incontri a Roma al Ministero dell'Industria, per cercare strumenti più incisivi a tutela dell'occupazione.
Tabella riepilogativa
| Provincia | Azione proposta |
|---|---|
| Varese | Promuovere e coordinare il tavolo interprovinciale; intervento politico e tecnico |
| Como | Partecipazione al tavolo comune per aumentare la pressione istituzionale |
| Milano | Coinvolgimento per massa critica verso Regione e Governo |
Nei prossimi giorni sarà decisivo verificare se il confronto tra istituzioni e parti sociali verrà effettivamente riaperto con modalità condivise. Per le comunità locali resta essenziale ottenere chiarezza sulle ricadute occupazionali e sulle misure concrete messe in campo dagli enti territoriali e dall'azienda.