La filiera dell'olio nella nostra provincia è entrata in una fase di tensione che rischia di tradursi in effetti immediati per produttori, frantoi e operatori locali. I rappresentanti nazionali e regionali dei frantoi e degli olivicoltori hanno lanciato un allarme chiaro: senza interventi urgenti molti impianti non potranno ritirare e pagare le olive. La situazione è stata portata anche all'attenzione del Sole 24 Ore, segnale della gravità della crisi.
I punti della crisi
Secondo il documento condiviso da AIFO, FOA Italia, Assofrantoi, CNA Agroalimentare, Confartigianato Frantoiani e le sigle regionali tra cui AFP, FIOQ e Assofrantoi Puglia, è necessario convocare un tavolo di emergenza con il Ministero delle Politiche Agricole (MASAF) e le Regioni. Al centro della crisi c'è una carenza di capitale circolante e spazi di stoccaggio insufficiente, che insieme paralizzano la capacità dei frantoi di operare: senza cassa e senza posti dove accogliere le olive, il ritiro si ferma e con esso l'intera filiera.
«Senza interventi urgenti è a rischio il ritiro delle olive»
Il problema non è soltanto il prezzo. A testimonianza della difficoltà, la Borsa Merci della Camera di Commercio di Bari — punto di riferimento anche per i comuni della BAT — ha riportato la dicitura "non quotati gli oli evo per mancanza di scambi" nelle ultime rilevazioni, segnalando uno stallo del mercato in cui né venditori né compratori trovano condizioni d'intesa.
Dati di riferimento
I bollettini della Borsa Merci evidenziano andamenti recenti che mostrano la diminuzione di scambi e quotazioni:
- 9 ottobre 2025 (avvio campagna): EVO acidità max 0,4% quotato 9,30–9,50 €/kg;
- 17 febbraio 2026: 6,80–7,40 €/kg;
- 26 maggio 2026: 6,00–6,50 €/kg;
- 16 giugno 2026 (ultima quotazione): 5,90–6,40 €/kg;
- da luglio 2026: non quotato per mancanza di scambi.
| Data | Range €/kg (EVO, acidità max 0,4%) |
|---|---|
| 9 ott 2025 | 9,30 – 9,50 |
| 17 feb 2026 | 6,80 – 7,40 |
| 26 mag 2026 | 6,00 – 6,50 |
| 16 giu 2026 | 5,90 – 6,40 |
| lug 2026 | non quotato |
È importante osservare che la Borsa Merci di Milano continua a registrare scambi, con quotazioni il 14 luglio per l'extravergine italiano tra 5,45 e 6,10 €/kg, valore comunque oltre il 40% inferiore rispetto ai livelli di circa un anno prima.
Impatto locale e prospettive
Per la BAT — area caratterizzata da numerose aziende olivicole e frantoi artigianali — lo stallo dei mercati e la mancanza di liquidità possono tradursi in blocchi immediati delle raccolte, perdita di reddito per gli olivicoltori e difficoltà occupazionali legate alle attività stagionali. Le organizzazioni di settore chiedono misure che possano velocizzare i pagamenti, agevolare la disponibilità di spazi di stoccaggio e attivare strumenti di supporto finanziario per evitare che la campagna in arrivo si trasformi in una crisi diffusa.
In assenza di interventi coordinati a livello nazionale e regionale, la prospettiva è quella di una filiera che rallenta o si ferma, con ricadute economiche e sociali immediate per le comunità rurali della provincia.
Resta ora da vedere se il tavolo di crisi richiesto dalle sigle di categoria verrà convocato e quali misure concrete saranno predisposte per garantire il ritiro delle olive e la continuità produttiva nella BAT.