Rapporto Antigone: numeri e segnalazioni sulla Casa circondariale di Cremona
L'Associazione Antigone, che si occupa di tutela dei diritti nel sistema penale, ha pubblicato un dossier sulla Casa circondariale di Cremona in cui descrive condizioni di forte criticità sotto il profilo del sovraffollamento, delle condizioni igienico-sanitarie e della manutenzione strutturale.
Secondo il rapporto, l'istituto ha una capienza regolamentare di 391 posti ma ospita attualmente 627 persone detenute, con un tasso di sovraffollamento indicato al 160% (cioè un superamento del 60% rispetto alla capienza). Tra i detenuti, 373 sono cittadini stranieri, 170 sono allocati nelle sezioni protette e 504 risultano condannati in via definitiva.
"Sovraffollamento del 160%... condizioni fortemente compromesse"
Segnalazioni sulle condizioni igieniche e strutturali
Nel dossier Antigone vengono descritte criticità concrete: una «massiccia presenza di cimici del letto» nella sezione indicata come Padiglione MITO, sezione B, una forte presenza di mosche e vetri delle finestre del corridoio comune rotti. Gli attivisti segnalano inoltre corridoi oscurati dal fumo e l'assenza di neon per l'illuminazione in ampie porzioni dell'ala, elementi che incidono sulla vivibilità degli spazi e sulle condizioni igienico-sanitarie per la popolazione detenuta.
- Capienza regolamentare: 391 posti
- Detenuti attuali: 627 persone
- Detenuti stranieri: 373
- Sezioni protette: 170 persone
- Condannati in via definitiva: 504 persone
| Dato | Valore |
|---|---|
| Capienza regolamentare | 391 |
| Popolazione detenuta | 627 |
| Tasso di sovraffollamento | 160% (superamento del 60%) |
Implicazioni locali e punti aperti
La situazione delineata pone questioni concrete per la provincia di Cremona. Il sovraffollamento e le condizioni igieniche segnalate possono determinare rischi per la salute dei detenuti e del personale penitenziario, complicare la gestione quotidiana dell'istituto e rendere più difficili l'accesso a percorsi trattamentali e di reinserimento. Nel dossier Antigone viene poi sottolineata la presenza di «giovanissimi» e di persone con un fine pena residuo inferiore ai due anni, categorie per le quali l'associazione ritiene prioritari interventi alternativi alla detenzione.
Nonostante la Casa circondariale sia classificata come tale, il fatto che oltre 500 persone risultino già condannate in via definitiva solleva interrogativi organizzativi e di politica penitenziaria a livello locale e nazionale. Le segnalazioni su vetri rotti, illuminazione assente e infestazioni richiedono un intervento immediato di manutenzione e misure sanitarie mirate.
Al momento la denuncia proviene dal rapporto di Antigone; non sono riportate nel dossier reazioni ufficiali dalla direzione dell'istituto o dall'Amministrazione penitenziaria. Resta aperta la necessità di risposte concrete da parte delle istituzioni competenti per chiarire tempi e modalità di intervento sul fronte della sicurezza, della salute e delle alternative alla detenzione indicate anche come prioritarie dall'associazione.
Per la comunità cremonese si tratta di una questione che tocca non soltanto il sistema carcerario, ma anche le politiche sociali, la tutela della salute pubblica e la sicurezza del personale impiegato nell'istituto.