Un'analisi dettagliata e i numeri che interessano i cittadini
Un rapporto inedito promosso dall'Associazione Luca Coscioni, basato su un accesso agli atti effettuato nei 7.894 Comuni italiani e aggiornato a dicembre 2025, mette in luce la diffusione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) nelle province lombarde. La Lombardia si colloca nella parte medio-alta della classifica nazionale con una DAT ogni 149 abitanti, ma a livello provinciale emergono forti differenze. Tra queste, Cremona risulta in posizione sfavorevole: è al 62° posto nazionale con una DAT ogni 175 abitanti e 1.596 DAT registrate.
Perché conta per la popolazione cremonese
Le DAT consentono a una persona maggiorenne di indicare in anticipo le proprie scelte sui trattamenti sanitari nel caso in cui non sia più in grado di esprimere la propria volontà. Un basso numero di DAT depositate può tradursi in minore conoscenza dello strumento, difficoltà di accesso alle procedure comunali oppure scarsa attività informativa da parte delle istituzioni locali. Questi fattori incidono direttamente sulla possibilità dei cittadini di esercitare un diritto fondamentale in ambito sanitario.
Dati provinciali lombardi
Di seguito le posizioni delle province lombarde riportate dal rapporto:
| Provincia | Posizione | Una DAT ogni | DAT registrate |
|---|---|---|---|
| Varese | 7° | 104 | 6.469 |
| Milano | 31° | 138 | 19.831 |
| Como | 34° | 142 | 3.385 |
| Brescia | 48° | 157 | 6.124 |
| Bergamo | 52° | 167 | 5.293 |
| Lecco | 55° | 169 | 1.666 |
| Cremona | 62° | 175 | 1.596 |
| Pavia | 63° | 177 | 2.384 |
| Monza e Brianza | 64° | 178 | 4.126 |
| Lodi | 65° | 179 | 1.072 |
| Mantova | 68° | 182 | 1.853 |
Le motivazioni indicate dall'Associazione Coscioni
L'Osservatorio DAT è stato realizzato in assenza di una relazione ufficiale del Ministero della Salute e si fonda sugli atti comunali raccolti dall'associazione. Gli esponenti nazionali dell'associazione hanno posto l'accento sull'importanza della trasparenza dei dati per garantire i diritti dei cittadini.
“Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato.
Conseguenze e possibili sviluppi locali
Per Cremona il dato solleva due ordini di riflessioni pratiche: la necessità di verificare se la bassa diffusione delle DAT sia dovuta a carenze informative rivolte ai cittadini oppure a ostacoli burocratici nella ricezione e registrazione delle dichiarazioni; e l'opportunità per istituzioni locali, Asst e associazioni di pianificare campagne informative mirate. Un incremento delle DAT non è solo statistica: significa maggior tutela delle volontà individuali in ambito sanitario.
- Il rapporto copre i dati aggiornati a dicembre 2025 sui depositi comunali di DAT.
- Cremona: 1.596 DAT, una ogni 175 abitanti, 62° posto nazionale.
- Il report è stato pubblicato dall'Associazione Luca Coscioni in mancanza di una relazione ufficiale del Ministero della Salute.
Per i cremonesi resta dunque aperta la questione dell'informazione e dell'accessibilità: la pubblicazione di questi dati può essere un punto di partenza per interventi mirati da parte dei Comuni e delle strutture sanitarie locali, con l'obiettivo di assicurare che le DAT siano uno strumento conosciuto e utilizzabile da chiunque desideri pianificare le proprie scelte di cura.