Retribuzioni orarie sotto la media regionale: il quadro della Cisl
La provincia di Bergamo mantiene performance solide sul piano occupazionale, ma fatica a tradurre questa dinamica economica in salari più elevati per i lavoratori dipendenti. L'elaborazione del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo sui dati ISTAT mostra come la retribuzione lorda oraria media in provincia si attesti a 15,45 euro, rispetto ai 17,14 euro della media lombarda.
"La ricchezza del territorio non si traduce in buste paga più pesanti"
Secondo la Cisl, il divario non è uniforme: emerge con maggiore intensità al crescere del livello d'istruzione e nelle qualifiche professionali più elevate. I numeri forniti dall'analisi consentono di leggere con chiarezza dove la provincia risulta meno competitiva e quali categorie sono più esposte.
- Retribuzione oraria media: 15,45 € (Bergamo) vs 17,14 € (Lombardia)
- Apprendisti: 9,69 € (Bergamo) vs 10,31 € (Lombardia)
- Operai: 13,26 € (Bergamo) vs 13,02 € (Lombardia) — unica voce favorevole a Bergamo
- Impiegati e dirigenti: valori inferiori in provincia rispetto alla media regionale
Il confronto per livello di istruzione è particolarmente indicativo. Tra i lavoratori con titolo elementare o media la provincia non presenta scostamenti significativi rispetto alla media regionale (circa 13,65 € contro 13,60 €), mentre il divario si amplia per diplomati e laureati: i diplomati percepiscono 16,16 € a Bergamo contro 17,00 € in Lombardia; per i laureati la differenza raggiunge dimensioni rilevanti, con 21,20 € in provincia contro 25,48 € nella media regionale.
| Categoria | Bergamo (€/h) | Lombardia (€/h) |
|---|---|---|
| Media generale | 15,45 | 17,14 |
| Apprendisti | 9,69 | 10,31 |
| Operai | 13,26 | 13,02 |
| Laureati | 21,20 | 25,48 |
Il rapporto segnala inoltre una significativa disparità di genere. Le lavoratrici bergamasche guadagnano in media 14,26 € lordi all'ora, contro i 15,69 € della media regionale femminile; per gli uomini i valori sono 16,23 € a Bergamo e 18,16 € in Lombardia. Questi scarti suggeriscono criticità sia sul fronte delle politiche salariali che su quello delle dinamiche contrattuali e di composizione occupazionale.
Conseguenze e possibili ambiti di intervento
Per i cittadini della provincia, il quadro descritto dalla Cisl implica effetti concreti sul potere d'acquisto e sulla qualità del lavoro, soprattutto nei comparti con maggiore richiesta di qualificazione. Tra le possibili linee di intervento che emergono dalle analisi sindacali e dalle prassi locali vi sono:
- rafforzamento della contrattazione collettiva territoriale per ridurre squilibri retributivi;
- politiche formative mirate a ridurre il mismatch tra competenze richieste e offerta di lavoro;
- incentivi per settori che offrono stipendi più competitivi e per l'occupazione femminile.
I dati forniti dalla Cisl indicano quindi che, nonostante la vitalità produttiva, Bergamo deve confrontarsi con una sfida significativa: tradurre la crescita economica in miglioramenti retributivi omogenei per lavoratrici e lavoratori.