Il quadro congiunturale e le cifre principali
Nel secondo trimestre del 2026 il terziario in provincia di Bergamo mostra segnali di solidità. A trainare la performance sono i servizi, con un incremento del fatturato su base annua pari a +3,4%, mentre il commercio al dettaglio mantiene un segno positivo a +2%, seppure con una dinamica leggermente meno vivace rispetto ai primi mesi dell'anno.
I dati fotografano un settore che cresce in modo diffuso: il 54% delle imprese dei servizi con almeno tre addetti ha dichiarato una variazione di fatturato positiva, valore più alto nell'ultimo anno e mezzo, mentre solo il 22% ha sperimentato un calo.
Tendenze di breve periodo e segnali di rischio
La serie delle variazioni congiunturali mostra una crescita relativamente stabile negli ultimi quattro trimestri: +0,7%, +0,9%, +0,8%, +0,8%. Nel complesso il numero indice raggiunge quota 138,9 (2015=100), a indicare un livello dell'attività superiore a quello di riferimento.
- Il fatturato dei servizi cresce del +3,4% su base annua.
- Il commercio al dettaglio segna un aumento del +2%.
- Saldo occupazionale tornato positivo: +2,4% nel confronto tra inizio e fine trimestre.
| Voce | Variazione |
|---|---|
| Fatturato servizi (aa) | +3,4% |
| Commercio al dettaglio (aa) | +2% |
| Indice (2015=100) | 138,9 |
| Variazioni congiunturali (ultimi 4 trimestri) | +0,7%, +0,9%, +0,8%, +0,8% |
| Saldo addetti | +2,4% |
Inflazione e pressione sui costi: un freno potenziale
Nonostante i segnali positivi, rimane la preoccupazione per i prezzi. I listini delle imprese mostrano incrementi significativi, con un aumento dei prezzi nel trimestre pari a +2%. Se le tensioni sui mercati energetici dovessero perdurare, cresce la probabilità che i maggiori costi si trasmettano lungo la filiera, comprimendo margini e domanda e pesando sui consumi delle famiglie bergamasche.
Per il commercio locale la percezione appare più cauta: le imprese segnalano un peggioramento delle aspettative rispetto ai servizi, indicando come l'aumento dei prezzi e il potenziale rallentamento dei consumi rappresentino i principali fattori di rischio nel breve periodo.
Implicazioni per il territorio
La crescita del terziario comporta effetti diretti sull'occupazione e sull'offerta di servizi nella provincia: il ritorno a un saldo occupazionale positivo (+2,4%) è un elemento rilevante per il mercato del lavoro locale. Tuttavia, la sostenibilità di questo percorso dipenderà dalla capacità delle imprese di gestire i costi energetici e inflazionistici senza trasferire interamente gli incrementi sui prezzi finali, con possibili ripercussioni sulla domanda interna.
Per le amministrazioni locali e gli operatori economici la priorità sarà monitorare l'evoluzione dei costi e sostenere misure che favoriscano la competitività delle imprese, in particolare nel commercio al dettaglio, dove la fiducia appare più fragile.