Critiche dall'Usb sulla gestione della Casa della Comunità di Chieti
L'Unione sindacale di base (Usb) ha sollevato un attacco diretto alla Asl e alla Regione Abruzzo per la gestione della Casa della Comunità (CdC) attiva nel Distretto sanitario di base di Chieti. In una nota i dirigenti sindacali mettono a confronto la normativa nazionale e la realtà locale, sostenendo che i servizi promessi «sono del tutto assenti» e che la struttura non starebbe funzionando secondo gli standard previsti.
Secondo l'Usb, che richiama il DM 77/2022, le Case della Comunità dovrebbero fungere da fulcro della sanità di prossimità, integrando medici di base, pediatri, specialisti e infermieri di famiglia per assicurare una presa in carico multidisciplinare del paziente. La realtà descritta dal sindacato, invece, sarebbe significativamente diversa.
Le segnalazioni raccolte parlano di cittadini che, rivolgendosi alla CdC Hub di Chieti, non avrebbero ricevuto alcuna assistenza e sarebbero stati «dirottati altrove». In alcuni casi, anche nel pomeriggio di venerdì, la struttura sarebbe apparsa deserta, con la sensazione che il centro non sia ancora operativo nei fatti.
- Assenza di servizi: segnalazioni di cittadini non assistiti dopo essersi rivolti alla CdC.
- Gestione organizzativa: secondo Usb mancano integrazione dei servizi e presa in carico globale.
- Richiesta di confronto: Usb chiede un confronto istituzionale al direttore generale della Asl di Chieti, Mauro Palmieri.
L'attacco sindacale non è solo una denuncia di disservizio: l'Usb contesta l'apparente discrepanza tra inaugurazioni mediatiche e operatività reale, sostenendo che «la sanità di prossimità non si fa con i proclami, ma garantendo servizi reali, personale presente e risposte concrete ai bisogni di salute della popolazione».
"La sanità di prossimità non si fa con i proclami ma garantendo servizi reali, personale presente e risposte concrete ai bisogni di salute della popolazione."
Il sindacato sollecita una convocazione allargata e «costruttiva» con ASL2, sindaci, azienda, sindacati e forze sociali per affrontare le criticità organizzative che, a suo avviso, la Asl continuerebbe a nascondere sotto il tappeto. Usb chiede inoltre programmazione, investimenti reali e una chiara regolamentazione delle prestazioni offerte dalle CdC.
Per i residenti di Chieti la questione è pratica e immediata: le Case della Comunità sono state pensate per facilitare l'accesso alle cure di base e per ridurre i ricorsi impropri al pronto soccorso. Se le criticità denunciate dall'Usb corrispondono al vero, molte persone potrebbero trovarsi senza punti di riferimento sul territorio per esigenze cliniche ordinarie.
| Attore | Ruolo segnalato |
|---|---|
| Usb | Denunciante delle criticità operative della CdC |
| Asl di Chieti (dg Mauro Palmieri) | Responsabile della gestione locale sollecitato a confronto |
| Regione Abruzzo | Ente sovraordinato chiamato in causa sulla riforma delle CdC |
| ASL2, sindaci, sindacati, forze sociali | Chiamati dall'Usb a un tavolo di confronto |
Al momento non sono riportate risposte ufficiali né dalla direzione generale della Asl di Chieti né dalla Regione. Resta quindi aperto il confronto istituzionale auspicato dall'Usb, che appare condizione necessaria per verificare lo stato effettivo di operatività della CdC Hub di Chieti e assicurare ai cittadini i servizi di prossimità previsti dalla normativa nazionale.
La vicenda sarà rilevante nei prossimi giorni, nella misura in cui porterà a chiarimenti pubblici o a interventi concreti da parte della Asl e della Regione. Per la popolazione teatina, la priorità rimane conoscere con chiarezza quali servizi siano effettivamente attivi e come potervi accedere.