Allarme nella sanità della provincia di Chieti
È allarme nella sanità pubblica della provincia di Chieti: secondo una nota dell'Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego Abruzzo, 80 lavoratori precari della ASL Lanciano-Vasto-Chieti sono stati rimandati a casa dal primo luglio, con ricadute immediate sull'organizzazione dei servizi. La denuncia, avanzata dall'USB, mette in evidenza una situazione che rischia di ridurre capacità e qualità delle prestazioni ospedaliere e territoriali.
Il sindacato sottolinea come la problematica si inserisca nel contesto delle “Case di Comunità” nate grazie al PNRR: strutture che, secondo l'USB, restano prive di un modello organizzativo definito e di indicazioni chiare sul personale e sull'integrazione dei servizi. La carenza di certezze gestionali si traduce, nella ricostruzione del sindacato, in una perdita di competenze e in un peggioramento dei flussi di lavoro.
- 80 precari sospesi nella ASL 2 (Lanciano-Vasto-Chieti)
- Screening mammografico bloccato
- 12 operatori di centralino cessati, con disfunzioni nei collegamenti interni ed esterni
- Problemi nella logistica dei farmaci e nella gestione postale interna
Effetti sui servizi: dove si avvertono le conseguenze
La nota dell'USB descrive effetti concreti e immediati: lo screening mammografico, definito un «servizio d’eccellenza», sarebbe di fatto paralizzato; i centralini sarebbero in crisi dopo la fuoriuscita di 12 operatori; la logistica dei farmaci e la gestione della corrispondenza interna risultano compromesse per la perdita di personale dedicato. Di conseguenza, operatori come tecnici e OSS si troverebbero a svolgere attività di facchinaggio e movimentazione, con un evidente demansionamento delle funzioni professionali.
“La sanità pubblica abruzzese e della provincia di Chieti si impoveriscono ineluttabilmente”,
afferma la nota del sindacato, che rimarca come la mancata stabilizzazione o internalizzazione degli 80 lavoratori determini la dispersione di know-how e la necessità di tempi e sacrifici per ricostruirlo. L'USB richiama inoltre l'esistenza di strumenti normativi che potrebbero consentire l'immediata internalizzazione, citando l'emendamento Liris approvato nella Legge di Bilancio 2026.
| Voce | Situazione riportata |
|---|---|
| Precari ASL 2 | 80 sospesi dal lavoro (dal 1° luglio) |
| Screening mammografico | Servizio bloccato |
| Centralini | 12 operatori cessati, disfunzioni |
| Logistica e postale | Carente, attività scaricate su OSS/tecnici |
Implicazioni per i cittadini di Chieti e della provincia
Per i residenti della città e dei comuni limitrofi, la combinazione di personale ridotto e servizi compromessi può tradursi in tempi di attesa più lunghi, difficoltà nell'accesso a screening diagnostici essenziali e in una minore efficienza delle comunicazioni interne delle strutture sanitarie. In particolare, la sospensione delle attività di screening mammografico solleva preoccupazioni per la prevenzione oncologica sul territorio.
L'USB sollecita l'utilizzo degli strumenti normativi disponibili per stabilizzare il personale; allo stesso tempo chiede che venga data risposta alle criticità organizzative delle Case di Comunità, perché quei presidi realizzati con fondi PNRR possano svolgere pienamente le funzioni previste.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali pubblicate dalla direzione della ASL 2 in merito alle modalità di gestione dell'emergenza del personale. Sarà fondamentale, nelle prossime ore, verificare eventuali contromisure, piani di riorganizzazione e l'attivazione di risorse regionali o nazionali per evitare ulteriori interruzioni di servizio.
Per i cittadini, resta l'invito a monitorare gli avvisi ufficiali della ASL e delle associazioni pazienti, e a segnalare eventuali disservizi agli uffici competenti affinché si possa intervenire con tempestività.