Modello territoriale in avvio, effetti già visibili sui flussi ospedalieri
Le prime Case della comunità entrate in funzione in Alto Adige nei mesi di maggio e giugno stanno modificando il quadro dell'assistenza territoriale, offrendo alternative al ricovero ospedaliero e contribuendo ad uno sbilanciamento dei flussi verso servizi più adatti alle esigenze della popolazione. Secondo i dati recenti, il Pronto soccorso di Bolzano ha registrato un leggero calo degli accessi nel periodo in cui sono state inaugurate le strutture di prossimità, pur mantenendo livelli di pressione ancora elevati.
Il rafforzamento dell'assistenza territoriale fa parte di un cambiamento strutturale più ampio: l'obiettivo dichiarato dalle istituzioni è quello di offrire «la prestazione giusta nel luogo più appropriato», garantendo ai cittadini orientamento e sicurezza nell'accesso ai servizi sanitari.
“Il nostro obiettivo comune deve essere quello di offrire a cittadine e cittadini sicurezza e orientamento, accompagnandoli nella trasformazione del sistema assistenziale, affinché ogni paziente riceva la prestazione giusta nel luogo più appropriato.”
La frase è stata pronunciata da Michael Mayr, direttore del Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute, a riprova della strategia provinciale mirata a integrare i servizi territoriali con l'offerta ospedaliera.
Numeri che fotografano ancora una forte domanda di pronto soccorso
Nonostante i segnali positivi, la pressione sul Pronto soccorso di Bolzano resta significativa. I dati riportano una media di 308 pazienti al giorno, ovvero un accesso ogni cinque minuti, valore che conferma la persistenza di un elevato carico assistenziale nella struttura ospedaliera.
Per migliorare l'orientamento dei cittadini verso il servizio più adatto è stata predisposta una guida grafica che indica quando chiamare il 112, rivolgersi al Pronto soccorso o contattare la Casa della comunità o il medico di medicina generale. Inoltre, è prevista l'introduzione del numero unico 116117 nel Comprensorio sanitario di Bolzano a partire dall'autunno, misura che dovrebbe semplificare ulteriormente l'accesso alle cure non urgenti.
Impatto pratico per i residenti
- I cittadini dispongono già oggi di strumenti informativi per scegliere il servizio sanitario più appropriato.
- L'introduzione del 116117 mirerà a orientare gli utenti verso servizi a bassa soglia e a ridurre accessi inappropriati al Pronto soccorso.
- La trasformazione richiede tempo: le Case della comunità devono consolidarsi nella popolazione perché l'effetto rilassante sui reparti ospedalieri diventi stabile.
Per gli abitanti della provincia la novità più concreta sarà la possibilità di rivolgersi a strutture di prossimità per una gamma più ampia di prestazioni non urgenti, con tempi d'attesa e modalità spesso più adeguate rispetto al ricorso diretto al Pronto soccorso.
Breve sintesi dei dati
| Voce | Valore |
|---|---|
| Media accessi Pronto soccorso (Bolzano) | 308 pazienti/giorno |
| Frequenza media accessi | 1 ogni 5 minuti |
| Periodo monitorato per l'apertura Case della comunità | Maggio–Giugno 2026 |
| Nuovo numero unico previsto | 116117 (da autunno, Comprensorio sanitario di Bolzano) |
La Provincia riconosce che il modello richiede tempo per venire recepito dalla popolazione: servono comunicazione costante e collaborazione tra i diversi attori sanitari, dal medico di famiglia fino ai servizi di emergenza.
Per i pazienti e i familiari, indicazioni pratiche immediate sono:
- Usare il 112 per le emergenze che richiedono pronto intervento.
- Valutare la Casa della comunità o il medico di medicina generale per problemi non urgenti o per assistenza continua.
- Da autunno, chiamare il 116117 per orientamento e accesso a servizi non urgenti nel comprensorio di Bolzano.
Il monitoraggio dei flussi continuerà nei prossimi mesi per valutare l'efficacia delle Case della comunità nel ridurre in modo stabile gli accessi impropri ai Pronto soccorso e per adattare risorse e comunicazione in base ai bisogni reali della popolazione.