Il fatto
Durante l'ultima seduta utile del Consiglio comunale di Agrigento è saltato il numero legale sul Piano economico-finanziario (Pef) della Tari 2026-2029. La mancata approvazione, avvenuta nella giornata della scadenza utile, ha lasciato l'ente privo della copertura prevista per riequilibrare i conti comunali, con conseguenze immediate per il bilancio e per alcuni servizi in fase di potenziamento.
Le responsabilità politiche
La decisione è stata assunta dai gruppi del centrodestra che, pur avendo la maggioranza in Consiglio, non si sono presentati in aula nella data decisiva. I gruppi che sostengono il sindaco hanno definito la scelta come una mossa politica intenzionale, capace di portare l'amministrazione e la città verso una crisi finanziaria. I partiti di opposizione — Controcorrente, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra — hanno parlato di una decisione "ingiustificabile", sottolineando che i consiglieri erano consapevoli delle conseguenze.
Impatto sui servizi
Secondo il dirigente del settore Economico-Finanziario gli uffici ora devono individuare soluzioni tecniche per limitare i danni, ma è il fronte dei servizi che desta maggiore preoccupazione. Tra gli interventi a rischio figura l'Asacom, il servizio di assistenza per gli alunni con disabilità, i cui potenziamenti erano considerati prossimi e dipendenti dalle risorse garantite dal Pef.
"Oggi il Centrodestra ha messo a rischio gli equilibri finanziari del Comune e, con essi, i servizi destinati ai cittadini"
Questa la critica più dura del sindaco Michele Sodano, che ha difeso il percorso amministrativo seguito e ha ricordato come l'intento fosse, entro il 2027, portare a una riduzione della Tari attraverso l'efficientamento del servizio.
- La delibera avrebbe previsto un adeguamento medio della Tari dell'1,5% per mettere in sicurezza i conti.
- Il mancato voto interrompe un iter ritenuto necessario dall'Amministrazione per riequilibrare il bilancio comunale.
- I gruppi di maggioranza che hanno disertato l'aula avevano in passato votato aumenti della Tari ritenuti superiori da chi oggi contesta la scelta.
Conseguenze e scenari
Gli uffici comunali sono ora impegnati a valutare soluzioni tecniche per evitare il peggio; tuttavia resta aperta la partita politica. Il mancato consenso mette a rischio non solo il potenziamento di servizi sociali e scolastici, ma anche l'ipotesi di riequilibrio finanziario che l'Amministrazione aveva annunciato come prerequisito per una futura riduzione della tassa sui rifiuti. I cittadini e le famiglie che dipendono dall'Asacom e da altri interventi sociali seguiranno con attenzione gli sviluppi.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Periodo Pef | 2026-2029 |
| Adeguamento medio Tari | 1,5% |
Resta ora da vedere se si troveranno soluzioni tecniche o politiche per riaprire il confronto in Consiglio e approvare il Pef, oppure se la situazione evolverà verso altre misure di emergenza per tutelare i servizi essenziali.