Occupazione e cortei, poi la sospensione della protesta
Una mattinata di tensione ha interessato Genova quando i lavoratori dello stabilimento ex Ilva hanno raggiunto e temporaneamente bloccato l'aeroporto internazionale Cristoforo Colombo. La mobilitazione, che ha visto cortei interni allo stabilimento e un presidio sotto la prefettura, è stata indetta dopo la comunicazione notturna dei commissari aziendali sulla richiesta di cassa integrazione per un'ampia quota dei dipendenti.
La protesta si è conclusa con il ritiro del presidio aeroportuale dopo la diffusione di una nota del ministero del Lavoro che ha annunciato un confronto previsto a Palazzo Chigi il prossimo 27 ottobre, e che ha temporaneamente congelato l'annuncio dei commissari.
Numeri e ricadute dirette
| Voce | Dato |
|---|---|
| Dipendenti totali stabilimento | 917 |
| Richiesta iniziale di CIG | 870 |
| CIG al momento confermata | 280 |
I numeri circolati indicano come motivo dello scontro la richiesta di cassa integrazione per 870 lavoratori su 917, una decisione percepita come in contrasto con l'accordo siglato pochi giorni prima che prevedeva la prosecuzione delle lavorazioni tramite approvvigionamento esterno di coils e bramme. Nella nota ministeriale, la misura annunciata è stata sospesa in attesa del confronto a livello governativo; secondo fonti della mobilitazione, fino al 27 ottobre non dovrebbero esserci variazioni rispetto alla cassa integrazione straordinaria già in vigore per 280 dipendenti.
Parole dai sindacati e dalle istituzioni
La protesta è stata accompagnata da dichiarazioni forti da parte dei rappresentanti sindacali. Armando Palombo (FIOM) ha richiamato la necessità di misure immediate e ha stigmatizzato i comportamenti dei commissari. In particolare è circolata questa affermazione:
"Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo, tanto per essere molto chiari. Perché in questo Paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla"
Dal fronte istituzionale sono arrivate reazioni di condanna verso le modalità dell'annuncio: il presidente della Regione, Marco Bucci, si è detto stupito e ha ipotizzato una mossa di carattere parallelo per coprire esigenze economiche; la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha definito la situazione «inaccettabile», citando analogie con passate vertenze.
Impatto su viaggi, città e prossimi passi
Durante il blocco i lavoratori hanno comunque consentito il transito di persone fragili, anziani e famiglie, ma la mobilitazione ha creato disagi e preoccupazione tra i passeggeri in transito al Cristoforo Colombo. Sul piano locale la protesta mantiene alta l'attenzione su due questioni concrete:
- le prospettive occupazionali e la stabilità del lavoro a Cornigliano;
- la necessità di coordinamento tra istituzioni e vertici aziendali per evitare impatti sui servizi essenziali della città.
Per i prossimi giorni l'attenzione si concentrerà sull'incontro convocato a Palazzo Chigi il 27 ottobre, che potrà definire se la richiesta di cassa integrazione sarà riconfermata, modificata o ritirata. Fino ad allora i lavoratori hanno sospeso il presidio aeroportuale, ma mantengono alta la mobilitazione sul territorio, con presidî e iniziative che potrebbero riprendere a seconda degli sviluppi della vertenza.
Conseguenze locali e valutazioni
Per Genova la vicenda riapre il tema della filiera produttiva e della transizione industriale: la città sostiene un territorio con forti legami con il comparto siderurgico e ogni scossone produttivo si riflette immediatamente sul tessuto sociale e sul lavoro. Le autorità cittadine seguono la vicenda da vicino, in attesa del confronto nazionale che dovrà stabilire tempi e modalità per i lavoratori coinvolti.