Richiesta di trasparenza e partecipazione sulla gestione idrica
Il Comune di Trieste, insieme agli altri enti del territorio provinciale, solleva una posizione netta sul futuro del Servizio Idrico Integrato, chiedendo che la gestione della risorsa sia orientata a criteri di accessibilità, qualità, sostenibilità e controllo pubblico. Il documento, pubblicato il 7 luglio 2026, fissa punti fermi e misure che, secondo i promotori, devono guidare le scelte nei prossimi anni.
Nel testo si sottolinea come l'acqua «sia un bene comune essenziale per la vita e una risorsa scarsa da gestire nel rispetto dell'ambiente». Sullo sfondo delle scadenze contrattuali che riguardano il territorio – con la concessione a AcegasApsAmga in scadenza nel 2027 e l'affidamento in house all'Acquedotto del Carso previsto per il 2030 – il documento chiede procedure che evitino decisioni calate dall'alto e garantiscano il coinvolgimento delle comunità locali.
Principi e richieste operative
- Accessibilità universale del servizio e tutela del diritto all'acqua, con particolare attenzione alle fasce più deboli;
- Efficienza gestionale e continuità degli investimenti sulle infrastrutture idriche;
- Tutela del personale e delle professionalità già presenti nel sistema;
- Trasparenza nella gestione per consentire un controllo pubblico efficace;
- Governance partecipata, che rappresenti i territori e coinvolga lavoratrici, lavoratori e utenti.
«Il Comune di Trieste deve impegnarsi a richiedere formalmente alla Regione la predisposizione del Piano d'Ambito, previsto dalla legge, per l'intero Ambito Territoriale Ottimale»
Si chiede in particolare che la Regione proceda alla stesura del Piano d'Ambito previsto dall'ordinamento (richiamati l'art. 149 del d.lgs. n. 152/2006 e l'art. 13 della L.R. 5/2016) come prerequisito per scegliere la modalità di gestione, e che questo avvenga tramite un percorso pubblico e partecipato. Il documento invita a non ridurre il Piano a un mero adempimento formale, ma a considerarlo strumento per esaminare alternative alla gara europea.
Riferimenti normativi e tempistiche
Nel testo si rimarca anche l'esito del referendum del 2011 sul tema dell'acqua come orientamento di principio, e si richiama la delibera della Giunta Regionale del 2024 che indicava l'obiettivo di una gestione coordinata, unitaria e pubblica sul territorio. Sul piano operativo, si chiede ad AUSIR (Agenzia regionale di settore) di fornire tempestivamente e con precisione la quantificazione del valore residuo degli investimenti già effettuati, passaggio necessario per valutare eventuali transizioni gestionali e per tutelare il patrimonio infrastrutturale.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Concessione AcegasApsAmga | Scadenza 2027 |
| Affidamento Acquedotto del Carso | Scadenza 2030 |
| Riferimenti normativi | Art. 149 d.lgs. 152/2006; art. 13 L.R. 5/2016 |
| Orientamento politico regionale | Delibera Giunta 2024: gestione coordinata e pubblica |
Impatto locale e prossimi passi
Per i cittadini della provincia di Trieste le decisioni sulle modalità di gestione avranno effetti concreti su tariffe, qualità del servizio, manutenzione delle reti e posti di lavoro. La richiesta di un percorso partecipato mira a dare voce a Comuni, sindacati, associazioni e utenti, in modo che le scelte tengano conto delle esigenze locali e della tutela delle professionalità esistenti.
Nei prossimi mesi sarà cruciale monitorare la reazione della Regione e la calendarizzazione del Piano d'Ambito: la tempestiva quantificazione del valore residuo degli investimenti da parte di AUSIR e l'apertura di tavoli partecipati saranno i parametri che misureranno la concretezza delle intenzioni espresse nel documento.
Per la cittadinanza rimane centrale la richiesta di trasparenza: senza dati precisi e processi inclusivi qualsiasi scelta rischia di alimentare incertezza su costi e servizi, rendendo più difficile una transizione che salvaguardi l'interesse collettivo e l'integrità delle infrastrutture idriche.