La decisione che lascia vuoto Palazzo Pretorio
Il caso della sede verbanese del Circolo dei Lettori di Torino è diventato nelle ultime ore oggetto di un duro confronto pubblico. Dopo la rescissione del contratto che regolava l'uso degli spazi a Palazzo Pretorio a Intra, l'associazione ha scelto di avviare una collaborazione con il Comune di Stresa, che ha sottoscritto una convenzione triennale per il periodo 2026-2028 e ha già inserito nell'estate una serie di iniziative di reading e proiezioni cinematografiche. La notizia è stata rilanciata dal segretario cittadino del Pd, Giacomo Molinari, che ha attaccato l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Albertella.
Secondo il Pd, la disponibilità mostrata dal vicino Comune di Stresa dimostrerebbe che il progetto culturale avrebbe potuto continuare anche a Verbania. Per i democratici si tratterebbe di una scelta politica che ha messo a rischio la continuità di un progetto ritenuto di alto livello e che aveva trovato una sede significativa dopo il restauro di Palazzo Pretorio.
Replica dell'amministrazione e nodo dei costi
La giunta comunale ha risposto con durezza alle accuse, definendo l'attacco del Pd «un'uscita che aspettavamo al varco» e criticando la lettura dell'opposizione sui motivi dell'interruzione del rapporto. L'amministrazione ha spostato il dibattito sui costi dell'accordo precedente, sottintendendo che la rescissione fosse legata a elementi economici e alla gestione delle risorse pubbliche.
«Un’uscita che aspettavamo al varco, ma che fosse così masochista, onestamente, non lo avevamo previsto»
Il confronto mette così a fuoco due ordini di questioni: da un lato il valore culturale del progetto e la sua capacità di animare Palazzo Pretorio; dall'altro la sostenibilità economica e amministrativa di accordi che incidono sui bilanci comunali e sull'utilizzo degli spazi pubblici.
- Impatto culturale: la perdita immediata del Circolo dei Lettori priva Verbania di un soggetto organizzatore di eventi culturali ritenuto prestigioso.
- Destinazione di Palazzo Pretorio: l'edificio, ristrutturato in un precedente mandato amministrativo per ospitare attività culturali, resta oggi senza una chiara destinazione.
- Conseguenze politiche: lo scontro tra Pd e giunta mostra un confronto netto sulla politica culturale cittadina e sulle priorità della programmazione.
Cosa cambia per i cittadini e le istituzioni
Per gli abitanti di Verbania la questione va oltre il semplice trasferimento di una sede: il rischio è che, senza un'alternativa rapida e credibile, la città perda occasioni di programmazione culturale e un presidio di offerta culturale continua. Palazzo Pretorio, inaugurato dopo lavori di riqualificazione, rimane oggi un bene pubblico potenzialmente non sfruttato al massimo delle sue possibilità.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Circolo dei Lettori (sede) | Rescisso il contratto a Verbania; nuova convenzione con Stresa (2026-2028) |
| Palazzo Pretorio | Ristrutturato in precedenza, al momento senza destinazione stabile |
Resta da vedere se il Comune di Verbania avvierà nei prossimi giorni un percorso di dialogo con realtà culturali locali e nazionali per riempire il vuoto lasciato dal Circolo dei Lettori o se la questione si trasformerà in terreno di campagna elettorale per le prossime scadenze amministrative. Il Pd chiede che il Comune ripensi la propria scelta e valuti soluzioni per riportare al più presto una programmazione culturale stabile in città; l'amministrazione insiste invece sulla necessità di motivare le scelte anche con criteri di sostenibilità economica.
La vicenda impone un passaggio pratico: individuare una destinazione per Palazzo Pretorio che sia sostenibile e qualificata, in modo da non disperdere l'investimento fatto per la ristrutturazione e per restituire alla collettività uno spazio vitale per la vita culturale della città.