Nel maggio del 1895 Terni fu teatro di un fatto di sangue che rimase impresso nella cronaca locale e nazionale. In pieno centro, lungo l'allora via Vittorio Emanuele (oggi Corso Vecchio), una discussione politica degenerò in un omicidio: il falegname Giuseppe Barilari colpì con un coltello il macellaio Tommaso Stecca, uccidendolo tra lo stupore delle persone presenti.
Il contesto e i protagonisti
L'episodio avvenne pochi giorni dopo le elezioni politiche. Secondo gli articoli d'epoca, i due uomini si erano scontrati in passato mentre affiggevano manifesti elettorali per i rispettivi candidati; il motivo delle divergenze rimaneva quindi di natura politica. Barilari, originario di Ancona ma residente a Terni, aveva sostenuto il candidato "ministeriale" Alessandro Centurini, mentre Stecca appoggiava l'onorevole Edoardo Pantano.
"Strascichi elettorali sanguinosi"
Il titolo scelto dal Corriere della Sera per raccontare l'accaduto rimase emblematico della gravità dell'evento e della sua natura politica.
Gli sviluppi immediati
Dopo l'aggressione Barilari si rifugiò a casa della suocera, ma venne rapidamente arrestato dalle autorità. La vicenda suscitò scalpore sia per il luogo — una delle principali vie cittadine affollata di persone — sia per la motivazione pubblica che aveva innescato la violenza.
- Luogo: via Vittorio Emanuele (oggi Corso Vecchio), Terni
- Data: maggio 1895
- Vittima: Tommaso Stecca, macellaio
- Presunto aggressore: Giuseppe Barilari, falegname
- Motivazione: dissidi scaturiti dalle recenti elezioni politiche
I risultati elettorali e la polarizzazione
Le elezioni del collegio di Terni videro prevalere l'onorevole Pantano su Centurini: i voti riportati all'epoca chiariscono la situazione di competizione locale che aveva fatto da sfondo al contrasto personale.
| Candidato | Voti |
|---|---|
| Edoardo Pantano | 2.035 |
| Alessandro Centurini | 1.649 |
La competizione elettorale, con la differenza di voti sopra riportata, contribuì ad alimentare forti contrapposizioni locali, visibili anche in episodi di piazza e in scontri verbali documentati nei giorni della campagna.
Per la memoria cittadina
L'accoltellamento di via Vittorio Emanuele rimane una pagina di cronaca-simbolo per la Terni di fine Ottocento: un esempio di come tensioni politiche possano travalicare il confronto verbale e sfociare in violenza. Per la comunità locale il fatto testimonia la vivacità — a volte conflittuale — della vita politica dell'epoca e solleva riflessioni sulla sicurezza degli spazi pubblici e sui rischi conseguenti alla polarizzazione.
La ricostruzione si basa sugli articoli d'archivio consultati, che riportano nomi, luogo e cifre dell'epoca. Eventuali approfondimenti storici possono contribuire a collocare l'episodio in un quadro più ampio di costume e politica nella Terni di fine Ottocento.