Convegno in Provincia: oltre lo slogan, la politica ha bisogno di parole che spiegano
Questa mattina la Provincia di Teramo ha ospitato in sala consiliare l'incontro "Quando le parole dividono. Il linguaggio della politica e dell'informazione fra confronto e polarizzazione", inserito nelle iniziative per i 220 anni dell'Ente. L'appuntamento ha messo al centro la crisi del linguaggio pubblico e il rapporto tra politica, media e cittadini in un'epoca segnata dalla comunicazione continua e dagli algoritmi.
I relatori hanno affrontato come la forma comunicativa si sia radicalmente trasformata: dalla discussione argomentata alla rapida diffusione di messaggi semplificati, pronti per il rilancio sui social. È emersa la percezione diffusa che la semplificazione, se non accompagnata da profondità, rischi di impoverire il dibattito su temi complessi quali economia, lavoro, immigrazione, sanità e sicurezza.
"La politica si occupa quasi sempre di questioni complesse: economia, immigrazione, lavoro, sanità, sicurezza. Ridurre tutto a un post o a un titolo significa perdere profondità e rischiare di indebolire il confronto democratico".
La frase è stata pronunciata dal presidente della Provincia, Camillo D'Angelo, che ha sottolineato la differenza tra semplificazione necessaria per comunicare e banalizzazione pericolosa per governare. Interventi centrali sono stati quelli di Luca Telese, direttore de Il Centro, e del costituzionalista Enzo Di Salvatore, dell'Università di Teramo, i quali hanno analizzato il ruolo della disintermediazione e degli strumenti digitali nella trasformazione del linguaggio politico e giornalistico.
Alle riflessioni teoriche si sono affiancati interventi istituzionali che hanno ribadito l'importanza della qualità comunicativa per la fiducia nei confronti delle istituzioni. Tra i partecipanti erano presenti il vescovo Lorenzo Leuzzi, il vicario del Prefetto Alberto Di Gaetano, la presidente della Camera di Commercio Antonella Ballone e il parlamentare Giulio Sottane.
- Tema centrale: il rischio che il linguaggio pubblico diventi aggressivo e polarizzante.
- Conseguenze pratiche: erosione della fiducia e indebolimento del confronto democratico.
- Riflessione proposta: recuperare luoghi e stili di mediazione per discutere la complessità delle politiche.
Per la comunità provinciale la discussione apre questioni concrete: come possono gli enti locali comunicare decisioni complesse senza ricorrere a slogan? In che modo i giornali e i media locali possono conciliare rapidità e correttezza? Che strumenti adottare per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni?
| Relatore | Ruolo |
|---|---|
| Camillo D'Angelo | Presidente Provincia di Teramo |
| Luca Telese | Direttore de Il Centro |
| Enzo Di Salvatore | Docente di Diritto Costituzionale, Università di Teramo |
| Lorenzo Leuzzi | Vescovo |
Il convegno segnala per la provincia una necessità di azione culturale e informativa: promuovere pratiche comunicative che informino, approfondiscano e favoriscano il dialogo. Le amministrazioni locali e i media hanno un ruolo chiave nel favorire questa transizione, evitando la semplificazione che diventa strumento di polarizzazione.
Resta aperta la questione su strumenti e iniziative concrete da mettere in campo per tradurre queste riflessioni in pratiche quotidiane: formazione degli amministratori, iniziative di alfabetizzazione mediatica, e spazi pubblici di confronto possono essere alcune delle direzioni utili per il territorio teramano.