Una mostra per ricostruire i fatti e i processi
Al Padiglione Tavolara di Sassari è stata inaugurata, nei giorni scorsi, la mostra intitolata «Nonostante il lungo tempo trascorso… Le stragi nazifasciste nella Guerra di liberazione 1943-1945». L’esposizione è visitabile gratuitamente fino all’8 dicembre 2026 ed è organizzata dallo Stato maggiore della Difesa e dalla Procura militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma, con l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Anche il Comune di Sassari ha contribuito alla realizzazione in città.
La rassegna, curata dal procuratore militare Marco De Paolis, mette a fuoco non soltanto gli episodi più cruenti della guerra ma anche l’evoluzione delle indagini e dei processi avviati dal dopoguerra a oggi. Al centro dell’allestimento ci sono i fili giudiziari che hanno permesso di ricostruire eccidi e deportazioni, compresi i fascicoli rinvenuti nel 1994 nell’infame «armadio della vergogna».
Sezioni tematiche e strumenti multimediali
La mostra si articola su quattro sezioni principali:
- crimini di guerra contro i militari;
- crimini commessi in Italia ai danni dei civili;
- deportazione e internamento nei lager del Terzo Reich;
- deportazione e lavoro coatto.
Il percorso espositivo è corredato da mappe interattive e da docufilm che guidano il visitatore attraverso i luoghi e le dinamiche temporali delle vicende trattate. Particolare attenzione è riservata ai processi celebrati nei tribunali militari italiani contro crimini di guerra tedeschi nel periodo 1949-2013.
Dati documentati in mostra
La documentazione esposta ricostruisce le dimensioni numeriche della tragedia, tra militari, civili e deportati:
| Voce | Valore |
|---|---|
| Militari vittime in Europa | 70.000 (circa, in ~100 episodi) |
| Militari vittime in Italia | 1.000 (tutti militari) |
| Persone deportate | 650.000 |
| Vittime civili in Italia | 24.409 in 5.872 episodi |
| Distribuzione vittime civili per area | Nord: 14.935, Centro: 6.862, Sud: 2.623 |
Memoria, giustizia e implicazioni locali
La rassegna non si limita a presentare numeri: documenta anche i processi penali militari che, spesso a distanza di decenni, hanno cercato di fare luce sulle responsabilità e di restituire dignità alle vittime. Questo aspetto ha ricadute pratiche per la comunità locale: la mostra rappresenta una risorsa didattica per le scuole e un punto di riferimento per iniziative di memoria cittadina. Per molti giovani e famiglie sassaresi l’esposizione offre strumenti per comprendere come la storia ufficiale si intrecci con le indagini giudiziarie e con il lavoro degli archivi.
"La memoria va tutelata e mantenuta anche
La frase, pronunciata durante l’inaugurazione dal comandante della Brigata Sassari, generale di Brigata Andrea Fraticelli, sottolinea la responsabilità istituzionale nel preservare il ricordo. L’evento in città è stato concepito anche con l’obiettivo di favorire una partecipazione ampia, con materiale pensato per essere accessibile e fruibile da pubblici differenti.
La mostra rimane aperta fino all’8 dicembre 2026: per chi vive in provincia di Sassari rappresenta un’occasione per avvicinarsi a fonti documentarie dirette, riflettere sul peso delle responsabilità storiche e informarsi sui percorsi di ricerca che hanno portato alla riapertura di fascicoli e a procedimenti giudiziari. Per informazioni pratiche su orari e visite guidate è consigliabile contattare il Padiglione Tavolara o gli uffici comunali che hanno collaborato all’organizzazione.