Provincia di Viterbo solleva dubbi sulla proposta della Regione per la gestione rifiuti
La Provincia di Viterbo ha trasmesso alla Regione Lazio un documento tecnico contenente osservazioni formali nell'ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per l'aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031. Le osservazioni mirano a chiarire alcuni aspetti chiave del Piano e a preservare specificità territoriali della Tuscia nella pianificazione regionale.
Nel documento inviato, l'Ente provinciale pone particolare attenzione a diverse voci: la nuova perimetrazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), i criteri per la localizzazione degli impianti, gli obiettivi di riduzione dei rifiuti biodegradabili e l'evoluzione del quadro impiantistico regionale. Fra i punti che la Provincia ritiene meritevoli di ulteriori approfondimenti c'è la proposta di passare da cinque ATO a due, con un unico ambito comprendente tutti i comuni del Lazio, esclusa Roma Capitale.
La Provincia segnala che questa impostazione richiede valutazioni tecniche aggiuntive in riferimento ai principi del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, in particolare i criteri di efficacia, efficienza, economicità e prossimità. Viene osservato che il territorio lazialе, al di fuori di Roma, presenta caratteristiche molto eterogenee — geografia, infrastrutture, distribuzione demografica e produzioni di rifiuto — che dovrebbero essere analizzate prima di procedere a un accorpamento così ampio.
La Provincia mette inoltre in evidenza come la Tuscia presenti dati distintivi rilevanti: secondo i rilevamenti ISPRA la zona registra livelli di raccolta differenziata tra i più elevati della regione e una produzione pro capite di rifiuti inferiore rispetto a molte altre province laziali. Questi elementi, secondo l'ente, dovrebbero essere valorizzati nella definizione degli ATO e nella programmazione impiantistica regionale.
- ATO: la proposta regionale di riduzione da cinque a due ambiti è oggetto di richiesta di approfondimento tecnico;
- Impiantistica: la Provincia chiede il recepimento dello stato autorizzativo del TMB di Viterbo e chiarimenti sui criteri di localizzazione;
- Obiettivi: richiesta di definizioni più chiare su riduzione dei rifiuti biodegradabili e scenari di pianificazione.
Il documento provinciale segnala inoltre la necessità di aggiornare riferimenti normativi contenuti nel Piano e di rafforzare la connessione tra obiettivi, scenari e strumenti pianificatori. Sul piano pratico, questi rilievi puntano a garantire che le scelte regionali non penalizzino la gestione virtuosa già raggiunta in alcune parti della provincia e che le scelte impiantistiche rispettino il principio di prossimità e le esigenze economiche locali.
| Voce | Osservazione della Provincia |
|---|---|
| Perimetrazione ATO | Richiesta di approfondimento tecnico sulla riduzione da 5 a 2 ATO |
| Impianti | Recepire stato autorizzativo del TMB di Viterbo e chiarire criteri di localizzazione |
| Dati territoriali | Valorizzare i livelli elevati di raccolta differenziata e la minore produzione pro capite della Tuscia |
Per la popolazione e gli amministratori locali le osservazioni inviate dalla Provincia rappresentano un tentativo di tutelare le specificità locali nel processo decisionale regionale. La richiesta di maggiori verifiche tecniche sulla proposta di accorpamento degli ATO potrebbe avere ricadute su costi di servizio, tempi di realizzazione degli impianti e modelli di raccolta. Restano ora da seguire gli sviluppi della fase di consultazione regionale e le eventuali risposte della Regione Lazio alle osservazioni presentate.
Il confronto tra Provincia e Regione sarà determinante per definire se il Piano manterrà margini di flessibilità per tenere conto delle performance già raggiunte sul territorio della Tuscia o se procederà verso un'uniformazione più ampia che la Provincia ritiene potrebbe non essere coerente con il principio di prossimità.