Mobilitazione davanti al Tribunale di Vicenza
Un fronte trasversale di avvocati, magistrati e sindaci è tornato a riunirsi sotto il palazzo di giustizia di Vicenza per manifestare netta opposizione al disegno di legge che prevede la riapertura del Tribunale della Pedemontana, con sede a Bassano del Grappa (Vicenza). In prima fila gli Ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso, affiancati dai rappresentanti della magistratura e dagli amministratori locali, che già lo scorso anno avevano dato vita a un sit-in e a una raccolta firme contro il progetto.
Alla base del dissenso, ribadito pubblicamente, vi è innanzitutto il tema delle carenze d'organico nei Palazzi di Giustizia: un problema ritenuto prioritario da chi quotidianamente opera nelle aule giudiziarie e che, secondo i manifestanti, rischia di essere aggravato da una nuova articolazione territoriale.
Il quadro politico-istituzionale
La protesta arriva a pochi giorni dalle parole del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, che proprio al tribunale di Vicenza ha ribadito la volontà del Governo di realizzare il nuovo presidio giudiziario della Pedemontana. Un annuncio che ha riacceso il dibattito locale, con la ferma replica delle categorie forensi e degli enti del territorio.
«Amministratori chiedono che venga garantita la giustizia sul territorio»
Il messaggio, richiamato dal sindaco del capoluogo Giacomo Possamai, sintetizza la preoccupazione di molti amministratori: prima di ridisegnare la mappa dei tribunali, garantire che il servizio resti efficiente e accessibile per cittadini e imprese.
I punti al centro del confronto
- Organici: la criticità principale indicata da avvocati e magistrati riguarda la carenza di personale togato e amministrativo nei tribunali esistenti.
- Assetto territoriale: l’ipotesi di riaprire il Tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa pone interrogativi sulla ripartizione dei carichi di lavoro tra gli uffici giudiziari del Veneto centrale.
- Servizi ai cittadini: la priorità espressa dai manifestanti è mantenere tempi ragionevoli e prossimità dei servizi, evitando frammentazioni che possano generare ritardi.
Chi sostiene cosa
| Soggetto | Posizione |
|---|---|
| Ordini avvocati Vicenza, Padova, Treviso | Contrari alla riapertura della Pedemontana |
| Magistrati | Contrari per le carenze d’organico segnalate |
| Sindaci | Contrari, già promotori di sit-in e raccolta firme |
| Governo | Favorevole alla realizzazione del Tribunale della Pedemontana |
| Sede prevista | Bassano del Grappa (Vicenza) |
Impatto locale e prossimi passaggi
La discussione non è solo tecnica: investe la qualità della giustizia in un’area produttiva e densamente abitata come quella vicentina. Il timore espresso da chi protesta è che, senza un rafforzamento degli organici, ogni nuova apertura possa tradursi in dispersione di risorse a danno dell’efficienza complessiva. Dall’altra parte, l’indirizzo governativo punta a una riorganizzazione della presenza giudiziaria sul territorio, con l’istituzione del presidio pedemontano.
Il precedente sit-in e la raccolta firme dei sindaci hanno già messo agli atti la contrarietà degli amministratori locali. La nuova mobilitazione aggiorna quel segnale e lo rilancia proprio mentre il tema rientra nell’agenda parlamentare. Per i cittadini e le imprese della provincia di Vicenza, il nodo resta concreto: tempi dei procedimenti, facilità di accesso agli uffici e continuità dei servizi giudiziari.
Cosa guardare ora
Nel breve periodo, l’attenzione è puntata sull’iter del disegno di legge e su eventuali momenti di confronto istituzionale tra Ministero, operatori della giustizia e amministratori locali. La richiesta avanzata da chi ha sfilato sotto il Tribunale di Vicenza è chiara: prima di ridefinire confini e competenze, assicurare personale e mezzi adeguati agli uffici in attività, in modo da non compromettere lo smaltimento dei fascicoli e l’accessibilità dei servizi sulla rete provinciale.