Incassi e concentrazione territoriale
Nel 2025 i Comuni della provincia di Verona hanno incassato complessivamente circa 5,5 milioni di euro dalle multe legate all'eccesso di velocità, una cifra che rappresenta il 12,5% dei circa 44 milioni di euro raccolti in Veneto per violazioni dei limiti di velocità, secondo l'analisi sui rendiconti pubblici realizzata da Facile.it.
Il dato territoriale mostra una forte concentrazione degli introiti: il capoluogo veronese è il primo per importi, con 2.047.954 euro incassati nel 2025 in relazione all'articolo 142 del Codice della strada. Dietro Verona si collocano, sempre con cifre rilevanti, alcuni Comuni dell'hinterland e della provincia.
Chi ha raccolto di più
- Verona: 2.047.954 euro
- San Giovanni Lupatoto: circa 874.000 euro
- Sanguinetto: circa 748.000 euro
- Sona: oltre 330.000 euro
- Cavaion Veronese: quasi 224.000 euro
- Legnago: circa 217.000 euro
I primi sei Comuni della provincia concentrano oltre l'80% degli introiti derivanti dalle sanzioni per il superamento dei limiti di velocità. Al dato dei singoli Comuni va aggiunto l'incasso registrato dalla Provincia di Verona come ente, che nel 2025 ha dichiarato 378.757 euro di proventi per violazioni dei limiti massimi di velocità. Considerando insieme Comuni e Provincia, il totale legato al territorio veronese si avvicina a 5,9 milioni di euro.
Confronto regionale
A livello veneto, i Comuni hanno raccolto oltre 40,9 milioni di euro dalle multe per eccesso di velocità. Se si sommano anche gli importi percepiti dalla Città metropolitana di Venezia e dalle amministrazioni provinciali, il totale regionale supera i 44 milioni indicati dall'analisi.
| Ente | Incasso (2025) |
|---|---|
| Comune di Verona | 2.047.954 € |
| San Giovanni Lupatoto | ~874.000 € |
| Sanguinetto | ~748.000 € |
| Provincia di Verona | 378.757 € |
Implicazioni per i cittadini e per le amministrazioni
I numeri forniti dall'analisi evidenziano due aspetti rilevanti per i residenti: da un lato la presenza e l'efficacia dei dispositivi di controllo della velocità sul territorio; dall'altro la loro incidenza nelle entrate comunali. Per molti Comuni, in particolare per quelli che compaiono ai primi posti della graduatoria, le sanzioni costituiscono una voce non marginale del bilancio.
Il fatto che una parte consistente dei proventi sia concentrata in poche amministrazioni pone interrogativi sulla distribuzione delle risorse e sulle politiche di controllo della velocità: si tratta principalmente di misure di prevenzione e sicurezza stradale, o anche di strumenti che generano entrate rilevanti per i bilanci locali? I rendiconti pubblici, cui si è riferita l'analisi, sono la fonte principale per comprendere come tali introiti vengano poi destinati.
Per gli automobilisti e i pendolari della provincia è utile ricordare che l'esistenza di rilevatori e autovelox è motivata dalla normativa sulla sicurezza e dai limiti imposti sulle diverse tipologie di strade. L'attenzione alla segnaletica, il rispetto dei limiti e la consapevolezza delle aree di controllo restano gli strumenti principali per evitare sanzioni e per ridurre il rischio di incidenti.
Infine, a livello regionale, la graduatoria delle province vede Padova in testa per incassi dalle violazioni dei limiti di velocità, con 850.309 euro dichiarati, mentre la provincia di Verona si colloca al secondo posto tra le province venete con gli importi sopra ricordati. Seguono Treviso (364.452 euro), Vicenza (181.735 euro) e Rovigo (172.392 euro).
I dettagli numerici contenuti nella ricognizione pubblica possono essere utili ai veronesi per un confronto puntuale sulle politiche di controllo e sulle priorità di spesa di Comuni e Province. Per conoscere esattamente come sono stati impiegati questi proventi, è necessario consultare i singoli rendiconti pubblici e i bilanci comunali.