Un appuntamento internazionale che sceglie Verona
Verona si prepara ad ospitare, dal 20 al 26 luglio 2026, il World Shakespeare Congress, il primo Congresso mondiale su William Shakespeare organizzato in Italia. L'evento, promosso dal Centro di ricerca Skenè dell'Università di Verona in collaborazione con la International Shakespeare Association, pone la città al centro di una settimana di studi, conferenze e confronti accademici internazionali.
La lectio inaugurale, tenuta dalla professoressa Silvia Bigliazzi — presidente del Congresso insieme al professor Emanuel Stelzer — ha avuto luogo nelle sale romane di Palazzo San Macuto. L'intervento è stato introdotto dal presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, che ha evidenziato il forte legame fra Verona e la figura di Shakespeare, sottolineando come il rapporto con l'opera abbia contribuito a una forma di "immortalità" simbolica per la città.
«La grandezza di Shakespeare sta nell'aver saputo trasformare la storia di Romeo e Giulietta in un simbolo duraturo, capace di attraversare i secoli e di parlare ancora al nostro presente. Un simbolo al quale la mia città è legata in modo indissolubile». — Lorenzo Fontana
La lectio della professoressa Bigliazzi si è concentrata su una rilettura critica di Romeo e Giulietta, proponendo di leggere la tragedia non solo come storia d'amore, ma come «laboratorio tragico e politico» che ha trasformato Verona in uno spazio simbolico. Questa chiave interpretativa guiderà una parte consistente dei lavori congressuali, che richiameranno studiosi e delegati dall'estero e dall'Italia.
Impatto locale: ricerca, immagine e ricadute concrete
Per la città e per l'Università di Verona l'evento rappresenta un riconoscimento dell'eccellenza accademica sul piano internazionale. In termini concreti, il congresso produrrà ricadute su più fronti: mobilità di visitatori e relatori, opportunità di collaborazioni per i ricercatori locali e visibilità per il patrimonio culturale veronese. Sul piano turistico, la coincidenza con l'estate potrebbe aumentare afflussi e prenotazioni, con benefici per strutture ricettive e attività connesse.
Organizzatori e istituzioni dovranno tuttavia gestire gli aspetti logistici e di accoglienza: dal coordinamento delle sedi congressuali alla programmazione delle sessioni pubbliche, fino alla comunicazione rivolta ai cittadini per integrare iniziative culturali locali con il calendario dei lavori.
| Voce | Dati |
|---|---|
| Evento | World Shakespeare Congress 2026 |
| Date | 20–26 luglio 2026 |
| Organizzazione | Centro di ricerca Skenè, Università di Verona; International Shakespeare Association |
| Lectio inaugurale | Silvia Bigliazzi (Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto) |
Il confronto accademico e la presenza istituzionale registrata all'apertura indicano un'attenzione alta al progetto: la scelta di Verona come sede è stata definita «un riconoscimento significativo» per l'ateneo e per la valorizzazione del patrimonio culturale locale.
Per i veronesi il Congresso offre opportunità di partecipazione diretta e indiretta: numerose iniziative collaterali — letture pubbliche, seminari, visite guidate a tema shakespeariane — possono coinvolgere scuole, operatori culturali e cittadini interessati a esplorare il legame storico e simbolico tra la città e l'opera di Shakespeare.
Nei prossimi giorni il programma dettagliato delle sessioni e degli eventi collaterali sarà reso pubblico dagli organizzatori; rimane cruciale per la città trasformare l'attenzione internazionale in beneficio culturale ed economico stabile, senza perdere di vista la gestione pratica dell'accoglienza e della fruizione.