Un appello al legislatore per proteggere il centro storico
Il sindaco di Venezia Simone Venturini ha rilanciato la necessità di una norma nazionale che permetta ai Comuni sedi di siti Unesco di intervenire più incisivamente sulle aperture commerciali all'interno del perimetro tutelato. L'obiettivo indicato è preservare la natura e la qualità ricettiva delle aree monumentali cittadine, oggi messe a rischio, secondo il primo cittadino, da una crescita di attività non in linea con il tessuto storico e culturale.
Nel corso dell'evento Panorama on the Road, svoltosi alle Procuratie Vecchie, Venturini ha fatto riferimento a luoghi simbolo come Piazza San Marco e Rialto, proponendo che in tali contesti possano operare soltanto «artigiani di qualità, botteghe di qualità» e non realtà come take away, sale slot o altre attività rivolte esclusivamente al turismo di massa.
"Servirebbero delle norme più restrittive che consentono ai Comuni storici ... di poter intervenire per decidere che in Piazza San Marco aprono solo artigiani di qualità, botteghe di qualità"
Il sindaco ha ricordato che l'amministrazione ha già concordato con la Regione alcune misure che hanno consentito di bloccare l'apertura di alcuni take away e di altre attività commerciali ritenute di scarsa qualità in specifiche zone della città. Tuttavia, Venturini ha sottolineato i limiti di tali provvedimenti: non possono essere retroattivi e in molti casi si scontrano con vincoli temporali o di localizzazione che ne riducono l'efficacia.
La richiesta del primo cittadino si inserisce in un dibattito più ampio sulle liberalizzazioni degli ultimi decenni: Venturini ha osservato che alcune misure, come quelle citate per i settori bancario e assicurativo, hanno avuto effetti positivi, ma lo stesso processo è stato meno adeguato per i centri storici, che «si sono trasformati un po' alla volta in fast food a cielo aperto».
Impatto per i residenti: la proposta, se tradotta in norma, potrebbe incidere direttamente sulla composizione dell'offerta commerciale nelle aree Unesco della città. Per i residenti significherebbe potenzialmente meno attività rivolte esclusivamente al turismo mordi e fuggi e una maggiore tutela delle botteghe tradizionali; al tempo stesso, la misura aprirebbe la strada a contenziosi su pratiche già consolidate e su attività aperte prima dell'entrata in vigore di eventuali nuovi limiti.
La discussione che Venturini ha riaperto riguarda equilibri complessi tra tutela del patrimonio, esigenze economiche degli operatori locali e offerta per i visitatori. Resta ora da vedere se il Parlamento o il governo centrale accoglieranno la richiesta di attribuire poteri più vincolanti ai Comuni con siti iscritti nella lista Unesco, e con quali strumenti giuridici si potrà governare la transizione senza creare ulteriori incertezze per le attività già presenti.
- Luoghi citati: Piazza San Marco, Rialto
- Attività al centro del dibattito: take away, sale slot, bancomat, artigianato di qualità, botteghe
- Interlocutori principali: Comune di Venezia, Regione, livello nazionale/legislativo
| Elemento | Situazione attuale | Proposta indicata |
|---|---|---|
| Piazza San Marco e Rialto | Presenza crescente di attività rivolte al turismo di massa | Consentire aperture solo a botteghe e artigiani di qualità |
| Strumenti già adottati | Accordi con la Regione per bloccare alcune aperture | Norma nazionale che dia copertura legale più ampia ai Comuni |