Un investimento da 80 milioni per rendere il Marco Polo più sostenibile
La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha concesso un finanziamento di 80 milioni di euro a favore di Milione, società controllante del gruppo SAVE, che gestisce l’aeroporto internazionale Marco Polo di Venezia. Le risorse sono destinate a un piano di interventi finalizzati all’efficienza energetica, all’elettrificazione delle attività aeroportuali, alla digitalizzazione e al rafforzamento della resilienza operativa, con l’obiettivo indicato nel piano di raggiungere zero emissioni entro il 2030.
L’operazione non prevede ampliamenti della capacità aeroportuale: l’investimento è mirato esclusivamente a rendere più sostenibili le infrastrutture esistenti e a ridurne l’impatto ambientale, in un contesto particolarmente sensibile come quello della laguna veneziana.
Tra gli interventi segnalati nel progetto sono previste:
- l’installazione di circa 500 colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
- l’introduzione di oltre 20 mezzi a zero emissioni per le attività aeroportuali;
- il potenziamento degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
- miglioramenti nella gestione di rifiuti e acque di dilavamento e adeguamenti dei sistemi informatici e della sicurezza digitale.
Secondo le fonti, l’investimento dovrebbe generare ricadute occupazionali locali durante la fase di realizzazione: sono stimati circa 1.000 posti di lavoro temporanei. Nel 2025 lo scalo ha movimentato 11,8 milioni di passeggeri, confermandosi il terzo aeroporto intercontinentale italiano e un nodo strategico per il Nord-Est.
| Voce | Dati |
|---|---|
| Finanziamento BEI | 80 milioni € |
| Colonnine di ricarica previste | circa 500 |
| Mezzi a zero emissioni | oltre 20 |
| Posti di lavoro stimati (fase lavori) | circa 1.000 temporanei |
| Passeggeri 2025 | 11,8 milioni |
Impatto sul territorio: per la città e per le attività economiche della provincia veneziana l’operazione presenta risvolti concreti. Nel breve periodo si prevedono opportunità occupazionali legate ai cantieri e agli appalti per la realizzazione delle nuove infrastrutture e per l’installazione delle colonnine.
Nel medio-lungo termine, la maggiore elettrificazione delle operazioni aeroportuali e la produzione rinnovabile possono ridurre i costi operativi e le emissioni complessive dello scalo, contribuendo a mitigare gli effetti delle attività aeroportuali sulla laguna. L’assenza di un aumento di capacità significa inoltre che l’attenzione resta sulla qualità ambientale e gestionale delle strutture esistenti, piuttosto che su una crescita dei traffici.
Per le imprese locali e gli operatori del settore servizi aeroportuali la transizione comporterà la necessità di adeguamenti tecnici e formativi, dall’installazione e manutenzione delle colonnine fino alla gestione dei veicoli elettrici e dei nuovi impianti rinnovabili. Le stime sui posti di lavoro temporanei indicano una fase di intensità dei lavori che coinvolgerà imprese di costruzione, impiantistica ed energia.
Resta ora da seguire il cronoprogramma degli interventi e le procedure di gara che porteranno alla concreta realizzazione del piano: dalla definizione dei contratti alla cantierizzazione, fino al monitoraggio degli obiettivi ambientali annunciati.