Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 11319/2026, ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia di un bambino di 4 anni che presentava una frattura scomposta della clavicola destra. La domanda, pari a 20.523 euro (comprensiva di danno biologico, danno morale e spese mediche), non è stata accolta perché il giudice ha ritenuto che non sia stato dimostrato che l'infortunio sia avvenuto sotto la responsabilità della scuola.
La dinamica ricostruita e le ragioni della sentenza
Secondo quanto ricostruito dagli atti, l'11 aprile 2022, giornata alla vigilia di Pasqua, il bambino frequentava l'asilo nido e, in base alla versione dei genitori, sarebbe caduto mentre giocava all'aperto nel giardino della struttura. I docenti, invece, hanno dichiarato che la vigilanza era costante e che nessuno ha assistito a una caduta: il piccolo, dicono le difese, si sarebbe "accasciato a terra" ma si sarebbe anche rialzato e ripreso il gioco senza segnalare dolore.
“Il bambino è stato intrattenuto in giardino per il gioco libero sotto costante vigilanza del personale”
La famiglia ha portato il bambino al Pronto Soccorso dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù lo stesso giorno, dove è stata diagnosticata la frattura con prognosi di 30 giorni e divieto di attività ludiche e sportive. La scuola, che contestava la responsabilità, aveva a sua volta avviato un procedimento per il recupero di rette non pagate (decreto ingiuntivo per 5.400 euro), domanda separata rispetto alla richiesta di risarcimento.
Cosa ha pesato nella decisione del giudice
- La mancanza di prove certe che l'infortunio sia accaduto mentre il bambino era sotto la sorveglianza del personale scolastico.
- L'assenza di segnalazioni immediate da parte della scuola o di testimonianze che confermassero una caduta avvenuta in giardino.
- Il ritardo nella comunicazione ai genitori e il fatto che i genitori hanno condotto il figlio al pronto soccorso solo la sera, elementi che hanno aumentato i dubbi sulla tempestività e sulla dinamica dell'evento.
Conseguenze pratiche per famiglie e istituti
La sentenza evidenzia due indicazioni operative rilevanti per chi opera nella scuola e per le famiglie:
- Documentare subito ogni infortunio: qualunque segno di dolore o trauma va registrato e comunicato immediatamente ai genitori, con annotazioni su diario o registro e, quando possibile, con testimoni.
- Chiarezza nelle procedure interne: regolamenti e protocolli di vigilanza devono prevedere azioni precise in caso di incidente (notifica, sorveglianza medica, schede di infortunio).
Per i genitori, il caso rappresenta un monito a raccogliere e conservare elementi utili (testimonianze, fotografie, referti medici immediati) e a chiedere alla scuola relazioni scritte sull'accaduto. Per le amministrazioni e i gestori, invece, rafforza l'importanza di registrare tempestivamente qualsiasi episodio rilevante per ridurre margini di incertezza che influenzano l'esito di eventuali contenziosi.
Breve cronologia del caso
| Data | Evento |
|---|---|
| 11 aprile 2022 | Bambino frequenta la scuola; presunta caduta in giardino secondo i genitori |
| 11 aprile 2022 (sera) | Visita al Pronto Soccorso del Bambino Gesù: diagnosi di frattura scomposta della clavicola destra |
| Procedimenti successivi | Scuola ottiene decreto ingiuntivo per 5.400 €; famiglia oppone e chiede il risarcimento di 20.523 € |
| Sentenza | Tribunale di Roma, n. 11319/2026: domanda di risarcimento respinta |
La pronuncia del Tribunale non stabilisce che non sia stato possibile alcun incidente, ma sottolinea l'onere della prova a carico di chi chiede il risarcimento: deve essere dimostrato con elementi concreti che il danno sia avvenuto durante la responsabilità della scuola. Per le famiglie è un richiamo a raccogliere e conservare ogni elemento utile; per le scuole, l'invito è a mantenere procedure chiare e documentazione immediata per tutelare al meglio i bambini e se stesse in sede giudiziaria.