Un riconoscimento al racconto dei teatri di guerra
È stato assegnato a Nico Piro, inviato del TG3, il Premio nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro", giunto alla sua XVIII edizione. La decisione è stata comunicata dall'Associazione Cultura della Pace insieme all'assessorato alla Cultura del Comune di Sansepolcro. La motivazione ufficiale premia il lavoro del giornalista nel campo del giornalismo di guerra e l'attenzione rivolta alle persone coinvolte nei conflitti.
Nato a Salerno nel 1971, Piro lavora al TG3 dal 2003. Nel corso della sua carriera ha seguito a lungo il conflitto in Afghanistan, documentando sia le operazioni militari sia le condizioni della popolazione civile. Tra gli episodi ricordati dalla giuria figurano la diffusione nel 2007 del video relativo al sequestro del giornalista Daniele Mastrogiacomo e la cronaca diretta dei combattimenti che hanno coinvolto unità italiane nel 2009. Il comitato tecnico ha voluto sottolineare come il suo racconto si sia costruito su spirito critico e sul rispetto della dignità umana.
Anteprima editoriale e altri riconoscimenti
In occasione della cerimonia, prevista per sabato 21 novembre 2026 a Sansepolcro, sarà presentato in anteprima nazionale Disarmiamo le parole, il nuovo volume di Piro pubblicato da Fazi Editore. La scelta del luogo e del contesto del premio propone un abbinamento tra memoria civile e riflessione sul ruolo dell'informazione nel costruire una cultura della pace.
- Vincitore: Nico Piro (inviato TG3)
- Edizione: XVIII
- Cerimonia: 21 novembre 2026, Sansepolcro
- Anteprima: Disarmiamo le parole (Fazi Editore)
Accanto al premio principale l'Associazione Cultura della Pace ha conferito una menzione speciale alla Poti Pictures di Arezzo, casa di produzione che si distingue per progetti volti alla valorizzazione delle capacità individuali e alla promozione dell'inclusione sociale e culturale.
Un palco per la nonviolenza
Durante la stessa cerimonia verrà inoltre consegnato il Premio nazionale "Nonviolenza" 2026 a Shiva Boroumand e Parisa Nazari, entrambe indicate come dissidenti iraniane legate al movimento Donna, Vita, Libertà. La presenza di questo riconoscimento nel medesimo appuntamento richiama l'intreccio tra informazione, diritti umani e forme contemporanee di impegno civile.
La scelta di premiare un inviato che ha lavorato a lungo nei teatri di guerra e che porta con sé l'esperienza diretta dei luoghi di conflitto suggerisce una lettura: il riconoscimento non guarda solo alla cronaca militare, ma al modo in cui il racconto giornalistico restituisce volti, storie e condizioni di vita, contribuendo a una cultura pubblica orientata alla pace.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Premio | Premio nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro" (XVIII edizione) |
| Vincitore | Nico Piro (inviato TG3) |
| Data cerimonia | 21 novembre 2026 |
| Anteprima libro | Disarmiamo le parole (Fazi Editore) |
| Menzione speciale | Poti Pictures (Arezzo) |
| Premio Nonviolenza | Shiva Boroumand e Parisa Nazari |
Il riconoscimento a Piro si inserisce in un filone di premi che, nel panorama culturale italiano, mirano a valorizzare pratiche informative attente alla dignità delle persone e alla costruzione di una memoria collettiva. La presentazione del nuovo libro offrirà un'ulteriore occasione per riflettere sul rapporto tra linguaggio, rappresentazione e responsabilità etica nel racconto dei conflitti.