Con l’inflazione che a giugno ha segnato un aumento del 3% su base annua, molte famiglie italiane dichiarano di dover rivedere priorità e bilanci. Tuttavia, una recente indagine commissionata da Facile.it a mUp Research mostra che una serie di spese considerate «accessorie» continuano a ricevere una quota consistente del budget delle famiglie. Il quadro che emerge ha implicazioni immediate per commercianti, operatori turistici e per la domanda interna.
Le spese a cui gli italiani fanno fatica a rinunciare
Secondo il sondaggio, quasi 1 italiano su 2 (42,3%) — pari a circa 15,6 milioni di persone — non rinuncia a mangiare fuori. La preferenza per la ristorazione è particolarmente marcata tra i 35-44enni (48,6%) e nella regione del Nord Est (52,2%). Seguono i viaggi: il 25,1% degli intervistati, ovvero circa 8,9 milioni, continua a pianificare trasferte e vacanze, con una maggiore propensione nel Nord Ovest (30%) e tra i 25-34enni (31,8%).
Al terzo posto, con rilevanza non trascurabile, si collocano le sigarette: il 16,7% del campione (circa 5,7 milioni) destina ancora parte del proprio budget al fumo. Il fenomeno aumenta con l'età, passando dal 16,2% nella fascia 25-34 anni fino al 20,2% tra gli over 65.
- Shopping: 12,1% (circa 4 milioni) — maggiore incidenza tra le donne (18,4%) e i 25-34enni (17,9%).
- Tecnologia: 11,8% (circa 3,9 milioni) — prevalenza maschile.
Impatto su famiglie e commercianti
Il risultato indica una ridefinizione selettiva delle voci di spesa: se da un lato cresce la pressione sui bilanci per effetto dell’inflazione, dall’altro permangono categorie che continuano a beneficiare della domanda. Per i commercianti e gli esercenti la chiave sarà offrire valore percepito e soluzioni differenziate: ad esempio, ristoratori e operatori turistici potrebbero puntare su offerte che mantengano accessibilità senza comprimere eccessivamente i margini.
Dal punto di vista delle famiglie, la fotografia suggerisce che i tagli si concentrano su altre voci meno «emotive», mentre spese legate al tempo libero, al benessere immediato e ad abitudini consolidate vengono difese. Questo profilo di domanda ha effetti anche sul fronte politico: misure di sostegno mirate dovrebbero considerare la persistenza di queste priorità di consumo per evitare distorsioni nella ripresa.
Numeri in sintesi
| Voce di spesa | % del campione | Stimato numero di persone |
|---|---|---|
| Ristoranti | 42,3% | 15,6 milioni |
| Viaggi | 25,1% | 8,9 milioni |
| Sigarette | 16,7% | 5,7 milioni |
| Shopping | 12,1% | 4 milioni |
| Tecnologia | 11,8% | 3,9 milioni |
Questi dati, raccolti su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana, mostrano come il comportamento dei consumatori vari in funzione dell'età e del territorio. Per gli operatori economici e per le famiglie la sfida è trovare un equilibrio tra contenimento della spesa e mantenimento della qualità della vita.
In un contesto di inflazione moderata ma persistente, monitorare l’evoluzione di queste tendenze sarà fondamentale per orientare politiche commerciali e azioni di sostegno al reddito.