Il caso e le posizioni in campo
Il piano per istituire il nuovo Tribunale della Pedemontana, con sede a Bassano del Grappa, è tornato al centro del dibattito politico provinciale e mette in evidenza un forte contrasto tra i rappresentanti locali di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico. La proposta fa parte del disegno di legge di riordino della geografia giudiziaria, già approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera.
Da una parte, l’europarlamentare Elena Donazzan e il deputato Silvio Giovine — coordinatore provinciale di FdI — rivendicano il progetto come risultato condiviso dalla coalizione di centrodestra e sottolineano l’impegno a completarlo entro la fine della legislatura. Dall’altra, il Pd locale contesta la lettura fornita dai promotori, sostenendo che il nuovo assetto potrebbe penalizzare gli uffici già in sofferenza del distretto di Vicenza.
Numeri e punti qualificanti
I promotori del progetto portano in evidenza alcuni dati del testo di legge per rassicurare i territori interessati. Secondo quanto segnalato:
- il testo prevederebbe un aumento di 7 unità nell’organico della magistratura ordinaria;
- verrebbero aggiunte 25 unità di personale amministrativo;
- si fa riferimento al piano assunzionale nazionale 2026-2028 con 20.000 nuovi ingressi previsti;
- al distretto di Venezia sarebbero già state assegnate 79 unità.
| Voce | Numero |
|---|---|
| Magistratura ordinaria | +7 |
| Personale amministrativo | +25 |
| Piano assunzionale 2026-2028 | 20.000 |
| Unità assegnate al distretto di Venezia | 79 |
Le argomentazioni contrapposte
FdI sostiene che, con gli incrementi previsti e il piano nazionale di assunzioni, il Tribunale di Vicenza non subirà perdite e che il progetto risponde a esigenze territoriali emerse nel corso della precedente campagna elettorale. Il partito si dice disponibile a raccogliere le richieste del Tribunale di Vicenza e a valutare ipotesi più ampie, come l’istituzione di una seconda Corte d’Appello per alcune province venete.
“Il Tribunale di Vicenza non ci rimetterà”
Il Pd locale, attraverso il consigliere Bez, contesta questa lettura: secondo l’opposizione il testo del disegno di legge prevederebbe che il personale necessario per il nuovo ufficio venga reperito attingendo agli organici di Vicenza, Padova e Treviso. Il consigliere richiama inoltre criticità già segnalate, tra cui scoperture di personale che il Pd valuta superiori al 40% in alcuni uffici.
Implicazioni per il territorio
La disputa non è soltanto politica: riguarda l’operatività quotidiana degli uffici giudiziari e la capacità di garantire servizi ai cittadini. Se parte del personale destinato al nuovo Tribunale fosse effettivamente sottratto ad altre sedi, gli uffici con organico insufficiente potrebbero vedere ulteriori difficoltà nella gestione dei fascicoli e nei tempi processuali. In assenza di numeri certi e di garanzie formali sull’entità e l’origine delle risorse umane, restano aperti i dubbi su come verrà garantita la funzionalità dell’intero distretto giudiziario.
La questione rimane ora nelle mani della Commissione Giustizia della Camera, dove il testo è all’esame. Sul tavolo ci sono richieste di chiarezza da parte degli enti locali, delle toghe e delle rappresentanze degli operatori della giustizia, che seguiranno con attenzione l’evoluzione del provvedimento.