Interventi sulla SP14 tra Tessennano e Arlena di Castro mettono in allarme la Tuscia
Sulla Strada Provinciale 14, nel tratto in direzione Arlena di Castro, residenti e associazioni locali segnalano un intervento che sta modificando in modo evidente il profilo delle colline tufacee tipiche della zona. Secondo le denunce raccolte da Italia Nostra Maremma, le operazioni hanno comportato lo sbancamento di rilevati, l'abbattimento di alberi di alto fusto e alterazioni di fossi e percorsi storici.
Le immagini e le testimonianze arrivate sul posto descrivono la presenza di cerri, frassini, querce e ulivi che non ci sono più, costoni di tufo esposti e un antico percorso pedonale quasi cancellato. Parte della zona interessata è sottoposta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e archeologici, elementi che rendono la vicenda di particolare criticità per la tutela del territorio.
«Non esiste energia pulita se per produrla si cancella il paesaggio»
La preoccupazione principale sollevata da Italia Nostra è duplice: da un lato l'impatto ambientale e paesaggistico; dall'altro la presunta opacità delle operazioni in corso. I residenti denunciano infatti l'assenza di cartellonistica di cantiere in cui dovrebbero comparire il committente, l'impresa esecutrice, il direttore dei lavori, il responsabile della sicurezza e gli estremi delle autorizzazioni. Vengono inoltre segnalati mezzi d'opera privi di targa.
Secondo i denuncianti, tali condizioni configurerebbero un cantiere fantasma, che procede senza la trasparenza richiesta in aree vincolate. Tra le conseguenze concrete indicate vi è il rischio per la stabilità della strada provinciale: la rimozione della banchina e delle alberature che ne assicuravano la tenuta potrebbe compromettere la viabilità e aumentare il rischio di dissesti.
Impatto sul territorio e punti critici
- Perdita di alberature secolari e diminuzione del valore paesaggistico locale.
- Modifiche ai profili del tufo con fossi e costoni alterati.
- Interventi in aree vincolate con potenziali ripercussioni su patrimonio archeologico e stabilità idrogeologica.
- Presunta assenza della documentazione di cantiere e di informazioni a tutela della collettività.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio: la Tuscia è già area che ospita una quota significativa della produzione di energia da fonti rinnovabili nel Lazio. Proprio per questo motivo, sottolineano i denuncianti, ogni nuovo intervento su infrastrutture energetiche o linee di trasmissione solleva quesiti sulla ripartizione degli oneri ambientali e sulla necessità di compatibilità con il paesaggio.
| Elemento segnalato | Rischio/effetto |
|---|---|
| Abbattimento alberi | Perdita biodiversità e funzione protettiva della banchina stradale |
| Sbancamenti su tufo | Erosione, instabilità dei versanti |
| Assenza cartellonistica | Opacità su autorizzazioni e responsabili |
Al momento non risultano pubblicate chiarificazioni ufficiali da parte dei soggetti responsabili dei lavori né comunicazioni da parte delle amministrazioni competenti. La mancanza di informazioni ufficiali alimenta la preoccupazione della popolazione locale e delle associazioni che tutelano il patrimonio ambientale e culturale.
Per i cittadini della zona e per chi percorre la SP14, gli effetti immediati possono essere sia estetici sia pratici: perdita del panorama tipico della Tuscia, possibile aumento del rischio idrogeologico e potenziali criticità alla viabilità provinciale. Gli enti locali e gli organi di controllo risultano i soggetti cui compete verificare la conformità degli interventi alle norme ambientali e paesaggistiche e, nel caso, adottare provvedimenti correttivi.
La vicenda resta aperta: l'appello di Italia Nostra e delle comunità locali chiede chiarezza sulla natura dei lavori e sulle autorizzazioni rilasciate, nonché il ripristino delle condizioni che garantiscono tutela paesaggistica e sicurezza della viabilità.