Strutture presenti, servizi carenti
Le Case della comunità previste dal Pnrr per rafforzare la sanità territoriale stanno emergendo sul territorio abruzzese, ma per la Fimmg provinciale di Teramo la semplice messa a disposizione degli immobili non garantisce l’effettiva erogazione di prestazioni. A sollevare la questione è il presidente provinciale Ercole Core, che mette in evidenza come la trasformazione di sedi già esistenti non coincida automaticamente con la nascita di servizi funzionanti.
Il monito del sindacato dei medici
Core indica che in molti casi si è proceduto alla ridenominazione di strutture già operative — ad esempio ex Uccp — senza però assicurare l’organizzazione necessaria. Per il presidente della Fimmg di Teramo il punto centrale non è l’immobile ma la disponibilità di personale e di sistemi che permettano un’assistenza integrata sul territorio.
«Le Case della comunità devono diventare luoghi in cui operano medici di medicina generale, infermieri, specialisti e servizi territoriali integrati»
Secondo la Fimmg, senza questa rete di professionisti e senza strumenti come la telemedicina, le nuove sedi rischiano di restare delle mere “scatole vuote”, incapaci di ricoprire il ruolo previsto nel modello di sanità locale.
Numeri regionali e situazione locale
La Regione Abruzzo ha annunciato l’attivazione di 41 Case della comunità sulle 43 previste. La distribuzione dichiarata è la seguente per le quattro Asl:
| Asl | Case della comunità attivate |
|---|---|
| Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila | 11 |
| Asl Lanciano-Vasto-Chieti | 15 |
| Asl di Pescara | 6 |
| Asl di Teramo | 8 |
Per la provincia di Teramo, tuttavia, resta il problema della piena operatività anche degli ospedali di comunità previsti: quelli programmati per Teramo e per Atri non risultano ancora pienamente funzionanti, secondo quanto segnalato dalla Fimmg.
Telemedicina e aree interne: i nodi aperti
La telemedicina, prevista e finanziata dal Pnrr come strumento per estendere l’assistenza, è definita dalla Fimmg ancora lontana da un uso diffuso nella pratica quotidiana. Questo ritardo pesa soprattutto nei comuni più piccoli, dove la carenza di medici di medicina generale aggrava il deficit di cure.
- Aree interne: Tossicia e Castilenti citate come esempi di comuni scoperti dalla mancanza di medici.
- Personale: medici di famiglia, infermieri e specialisti necessari per rendere operative le Case.
- Organizzazione: integrazione dei servizi territoriali e adozione effettiva della telemedicina.
Impatto per i cittadini della provincia
Per i residenti del Teramano la criticità segnalata dalla Fimmg traduce in potenziali ritardi negli accessi alle cure di base, nelle prestazioni specialistiche territoriali e in una maggiore pressione sul pronto soccorso e sugli ospedali per acuti. Senza una programmazione che accompagni gli spazi fisici con il personale e le tecnologie necessarie, la promessa delle Case della comunità rischia di non tradursi in benefici concreti per chi vive nei centri urbani e, ancor più, in quelli rurali.
Le autorità regionali e i gestori delle Asl sono ora chiamati a chiarire i tempi e le modalità con cui intenderanno riempire di contenuti le strutture già attivate, definendo percorsi di reclutamento e piani per l’implementazione della telemedicina a supporto dell’assistenza territoriale.