Un modello di assistenza per i «grandi anziani» finanziato dal PNRR
È stato incluso nella graduatoria dei progetti ammessi al finanziamento nazionale il programma promosso dall’AUSL di Ferrara dedicato alle persone con più di 80 anni. L’iniziativa è parte dell’avviso pubblico curato da Agenas nell’ambito del capitolo «Telemedicina per un miglior supporto ai pazienti cronici» del PNRR, con risorse provenienti da NextGenerationEU. L’obiettivo dichiarato è offrire interventi di prevenzione e monitoraggio che riducano la progressione delle malattie cronico-degenerative e contrastino il rischio di isolamento nelle aree meno servite.
Rete locale e competenze coinvolte
Il progetto è coordinato dalla dottoressa Sonia Cicero e nasce da un lavoro congiunto che ha visto la partecipazione di diverse direzioni e figure aziendali, tra cui la dottoressa Maria Chiara Bongiovanni e il dottor Franco Romagnoni. Fondamentale è il contributo dell’innovazione digitale affidato alla dottoressa Anna Rita Pettinato. L’iniziativa punta a mettere in rete servizi sanitari e sociali, farmacie, cooperative e associazioni che operano sul territorio per definire percorsi di presa in carico continuativa.
“Questo risultato conferma la capacità del nostro sistema sanitario e sociosanitario di fare rete e di innovare al servizio delle persone più fragili.”
La frase è stata espressa dalla dottoressa Nicoletta Natalini, Direttrice Generale delle Aziende Sanitarie ferraresi, che sottolinea come il progetto valorizzi alleanze già presenti sul territorio.
Orientamenti operativi e benefici attesi
- Telemonitoraggio remoto per rilevare parametri utili alla gestione delle patologie croniche;
- Valutazione multidimensionale per identificare bisogni sanitari e sociali;
- Presa in carico integrata con follow-up nel tempo e coordinamento tra servizi;
- Riduzione delle disuguaglianze di accesso nei territori interni e periferici.
L’insieme di queste azioni mira a intercettare precocemente segnali di peggioramento clinico e a garantire accompagnamento continuo, con l’effetto potenziale di ridurre ricoveri inappropriati e migliorare la qualità della vita degli anziani.
Partner e ambito di intervento
Il progetto non riguarda solo l’AUSL ma coinvolge l’Azienda Ospedaliera Universitaria, i servizi sociali dei comuni, la rete delle farmacie territoriali, la cooperativa sociale Cidas e diverse associazioni locali attive sul fronte delle demenze e dell’invecchiamento.
| Elemento | Ruolo |
|---|---|
| AUSL di Ferrara | Capofila e coordinamento |
| Azienda Ospedaliera Universitaria | Supporto clinico-specialistico |
| Farmacie territoriali | Punti di contatto locale |
| Cooperativa Cidas e associazioni | Supporto socio-assistenziale |
Contesto e limiti
Il progetto si inserisce in una strategia nazionale che utilizza risorse europee per modernizzare la presa in carico delle persone fragili. Restano tuttavia sfide operative: sostenibilità dei servizi dopo il periodo di finanziamento, integrazione dei dati tra sistemi diversi e formazione del personale sanitario e sociale all’uso degli strumenti digitali. Inoltre, la replicabilità del modello in contesti con diversa densità demografica richiederà adattamenti locali.
È importante ricordare che, pur essendo la telemedicina uno strumento promettente per prevenire e gestire le cronicità, ogni progetto richiede valutazioni di efficacia e monitoraggi continui: i risultati attesi vanno verificati con indicatori clinici e di soddisfazione degli utenti nel tempo. Questo articolo riporta i fatti del progetto così come comunicati dalle fonti aziendali; non costituisce consulenza medica personalizzata.