Decisione del TAR e reazioni
È ufficiale: il TAR ha respinto i ricorsi presentati contro la chiusura della scuola primaria Corridoni e della materna di Salita Cappuccini. La sentenza mette di fatto un punto fermo sull'iter amministrativo, ma lascia aperti interrogativi concreti sull'organizzazione dell'avvio del prossimo anno scolastico per le famiglie e gli istituti coinvolti.
Il punto del Comitato e le preoccupazioni
Il gruppo civico Como a Misura di Famiglia ha commentato la decisione sottolineando come l'esito del giudizio non modifichi la sostanza della vicenda e mettendo in luce criticità profonde del piano di razionalizzazione. Nel comunicato si ribadiscono la preoccupazione e lo stato di incertezza che vive la comunità scolastica.
«Prendiamo atto della decisione del TAR in merito ai ricorsi delle scuole Corridoni e Salita Cappuccini. L’esito del giudizio non cambia però la sostanza della vicenda. I ricorsi hanno messo in luce criticità profonde del piano di razionalizzazione, che difficilmente potranno essere superate...e sicuramente non prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Restano quindi forti preoccupazioni, incertezze e disagi per le famiglie e gli istituti coinvolti che vivono con angoscia la situazione. Stiamo parlando di due scuole con un elevato numero di iscritti (210 alla Corridoni e 180 tra Salita Cappuccini e Montelungo), pienamente integrate nel tessuto sociale dei rispettivi quartieri e riconosciute come un punto di riferimento educativo di qualità per centinaia di bambini e famiglie. Il nostro impegno prosegue...»
Chi è coinvolto e numeri
I dati richiamati dal Comitato quantificano gli iscritti nelle strutture interessate, mettendo in evidenza l'estensione dell'impatto sociale della decisione:
- Scuola Corridoni: 210 iscritti (dati del comunicato)
- Salita Cappuccini (insieme a Montelungo): 180 iscritti (dati del comunicato)
| Istituto | Iscritti (segnalati) |
|---|---|
| Corridoni | 210 |
| Salita Cappuccini + Montelungo | 180 |
Impatto sul territorio e aspetti pratici
La decisione del TAR segna una svolta formale, ma non risolve immediatamente le questioni operative: trasferimenti di classi, ricollocazione degli alunni, eventuali lavori o adeguamenti in altre sedi e il coordinamento dei trasporti e dei servizi educativi richiedono tempi e scelte amministrative. Il Comitato evidenzia che alcune criticità del piano di razionalizzazione emergono proprio dalla documentazione oggetto dei ricorsi e che, secondo i firmatari, difficilmente saranno risolte nel breve periodo.
Prossimi passi e attese
Nei prossimi giorni gli attori istituzionali locali — Comune, Ufficio scolastico e dirigenti degli istituti — sono chiamati a fornire chiarimenti operativi alle famiglie interessate. La comunicazione tempestiva di soluzioni per il collocamento degli alunni e per il sostegno alle famiglie sarà decisiva per ridurre incertezze e disagi.
Rimane centrale la richiesta di trasparenza sul cronoprogramma delle misure previste e sulle soluzioni alternative per le comunità scolastiche dei quartieri coinvolti. Il tema, oltre alla dimensione amministrativa, ha un evidente rilievo sociale: le scuole citate sono descritte come punti di riferimento per numerose famiglie e frequentate da centinaia di bambini.