Tribunale apre la liquidazione giudiziale: ricostruita sede fittizia a Cirò Marina
Il Tribunale ha disposto l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di trasporti la cui sede legale risultava trasferita a Cirò Marina nel 2017, ma che, secondo gli accertamenti, continuava a operare in provincia di Lucca. La procedura concorsuale è motivata da una posizione debitoria complessiva che supera gli 8 milioni di euro.
Le indagini, condotte dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Crotone, hanno messo in luce un sistema di operazioni che avrebbe consentito di smobilizzare il patrimonio aziendale e di occultare la reale gestione dell’attività, con ripercussioni dirette sull’Erario e sui rapporti contrattuali tra le imprese interessate.
"Dagli accertamenti svolti dal personale del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria Lucca della Guardia di Finanza, risulta che, sebbene la società risulti aver trasferito la propria sede legale da Porcari a Cirò Marina in data 18 ottobre 2017, la sede effettiva in cui l’impresa viene abitualmente esercitata si trova ancora nell"
Sequestro preventivo e profilo penale
In parallelo alla procedura fallimentare è stato avviato un filone penale. La Guardia di finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un importo superiore ai 400.000 euro. L’attività investigativa è inquadrata nell’ambito di un’indagine su operazioni fatturate in modo inesistente lungo l’asse Cirò Marina–Piana di Lucca.
Gli approfondimenti hanno inoltre rilevato che, a partire dal 2018, la società aveva accumulato una consistente esposizione verso l’Erario: oltre 4 milioni di euro di debiti tributari rilevati dagli inquirenti. Secondo la ricostruzione, i titolari avrebbero ceduto negli anni i mezzi di proprietà, privando la società della flotta, ma continuando a farla operare attraverso noleggi simulati con imprese toscane.
Meccanismi contestati e conseguenze locali
Gli elementi emersi delineano un meccanismo di simulazione contrattuale finalizzato a mantenere apparente attività sul mercato pur in situazione di forte difficoltà patrimoniale. Questo stratagemma, scrivono gli investigatori, avrebbe determinato un aggravamento della posizione debitoria della società verso lo Stato, quantificata in circa 6 milioni di euro in relazione alle condotte evasive descritte.
- Data del trasferimento formale della sede legale: 18 ottobre 2017;
- Posizione debitoria complessiva contestata: oltre 8 milioni di euro;
- Sequestro preventivo disposto: oltre 400.000 euro;
- Debiti verso l’Erario ricostruiti dal 2018: oltre 4 milioni di euro;
- Persone denunciate nell’inchiesta: 4.
Impatto sul territorio e prossime fasi
La vicenda ha ricadute sia sul tessuto imprenditoriale locale sia sui lavoratori e sui creditori coinvolti nella procedura concorsuale. La perdita della flotta e la gestione di rapporti commerciali tramite contratti simulati comportano incertezza per i dipendenti e per le imprese fornitrici che vantano crediti. Sul fronte giudiziario, la contemporanea presenza di un procedimento concorsuale e di un filone penale rende probabile un approfondimento delle responsabilità civili e penali nei prossimi mesi.
Le autorità hanno segnalato la prosecuzione degli accertamenti e il coordinamento con le procure competenti per definire eventuali ulteriori misure patrimoniali e contestazioni. I soggetti denunciati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di omessa dichiarazione ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Debito complessivo contestato | > 8.000.000 € |
| Debito verso l'Erario dal 2018 | > 4.000.000 € |
| Sequestro preventivo | > 400.000 € |
| Persone denunciate | 4 |
Per i cittadini e le imprese della provincia è importante seguire gli sviluppi della vicenda, sia per la tutela dei crediti sia per comprendere eventuali riflessi occupazionali. Le verifiche delle fiamme gialle evidenziano una modalità di frode che interessa più territori e che obbliga a un monitoraggio attento delle posizioni societarie, specie quando emergono trasferimenti di sede e dismissioni patrimoniali in presenza di passività rilevanti.
Le autorità competenti non hanno rilasciato ulteriori dettagli pubblici oltre a quelli contenuti negli atti d’indagine e nella decisione giudiziaria: i prossimi provvedimenti giudiziari chiariranno responsabilità e eventuali restituzioni a favore dei creditori.