Provvedimento cautelare e capo d'imputazione
La Procura della Repubblica di Siracusa ha disposto una misura cautelare nei confronti di un medico psichiatra di 49 anni, originario di Lentini e in servizio presso la casa circondariale di Cavadonna. Il gip ha emesso la sospensione dall'esercizio del pubblico servizio per la durata di un anno, con il contestuale divieto temporaneo di esercitare la professione medica. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri della Compagnia di Augusta, arriva nell'ambito di un'indagine per tentata concussione.
Le accuse contestate e la dinamica ricostruita
Secondo gli accertamenti svolti dal Nucleo operativo e radiomobile di Augusta, il medico avrebbe chiesto la somma di 15.000 euro a un detenuto e alla sua compagna, richiesta che sarebbe stata articolata in due pagamenti da 7.500 euro ciascuno. La somma sarebbe servita — sempre secondo l'ipotesi investigativa — per redigere una relazione psichiatrica che attestasse un'arbitraria incompatibilità del detenuto con il regime carcerario, basata su una diagnosi ritenuta dagli inquirenti non corrispondente alla realtà clinica. L'obiettivo, nella ricostruzione, sarebbe stato quello di favorire l'uscita dal carcere del detenuto attraverso documentazione sanitaria favorevole.
- Denuncia iniziale presentata dalla compagna del detenuto.
- Indagini svolte tra maggio e ottobre, coordinate dalla Procura di Siracusa.
- Elementi raccolti su almeno due ulteriori relazioni ritenute anomale.
Estensione delle verifiche e possibili implicazioni
Le attività investigative non si limitano alla presunta estorsione di denaro, ma comprendono anche la verifica della correttezza delle valutazioni cliniche prodotte dallo psichiatra in relazione ad altri detenuti. Gli investigatori, come riferito, hanno individuato elementi che porterebbero a ritenere che in almeno due ulteriori casi lo specialista abbia attestato un'incompatibilità con il regime carcerario che, a giudizio della Procura, non sarebbe effettivamente sussistente. La posizione del medico rimane al vaglio dell'autorità giudiziaria.
Conseguenze pratiche sul territorio
Per la comunità locale e per l'amministrazione penitenziaria di Siracusa il caso solleva questioni immediate: la necessità di ricontrollare le procedure di accertamento sanitario in carcere, la tutela dei diritti dei detenuti e l'affidabilità delle relazioni cliniche che possono incidere sulle misure detentive. Il provvedimento cautelare impedisce temporaneamente al professionista di continuare l'attività pubblica, recependo l'urgenza di evitare potenziali ripercussioni sulla gestione sanitaria penitenziaria durante le indagini.
La denuncia che ha avviato le indagini è stata presentata dalla compagna del detenuto, da cui sono partiti gli accertamenti che proseguono tra maggio e ottobre.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Età e provenienza | 49 anni, originario di Lentini |
| Luogo di servizio | Casa circondariale di Cavadonna |
| Misura cautelare | Sospensione dall'esercizio del pubblico servizio 1 anno; divieto temporaneo di esercitare la professione |
| Forza che ha eseguito il provvedimento | Carabinieri della Compagnia di Augusta |
| Capo d'accusa | Tentata concussione (presunta richiesta di 15.000 euro) |
Le indagini della Procura di Siracusa proseguiranno per chiarire la ricostruzione dei singoli episodi e verificare l'eventuale estensione della condotta a casi ulteriori. Eventuali sviluppi giudiziari saranno determinanti per definire responsabilità penali e, eventualmente, contesti disciplinari e amministrativi legati alla funzione pubblica esercitata dal professionista.