Vertice sindacale sull’occupazione e le pensioni degli ex Art.23
Si è svolta questa mattina all’Urban Center di Siracusa l’assemblea indetta dalla Fp Cgil per i lavoratori del Comune e del Libero Consorzio provinciale. All’ordine del giorno, oltre al possibile rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 25/27, la situazione previdenziale degli ex Art.23, stimati in 1.500 unità nell’intera provincia.
I rappresentanti sindacali hanno richiamato l’urgenza di interventi mirati: se per questi lavoratori dovesse prevalere un calcolo basato su contributivi puri, il rischio concreto è di andare in pensione, tra il 2033 e il 2034, con un assegno che si ridurrebbe al livello dell’assegno sociale.
“Dobbiamo intervenire subito – proponendo ricorso all’Inps”
Il richiamo, espresso dal segretario provinciale Jose Sudano, sottolinea la necessità di percorsi legali e amministrativi per tutelare i diritti previdenziali di chi ha prestato servizio per gli enti locali. Sudano ha inoltre posto l’accento sulla situazione interna dei singoli enti dove, in alcune realtà, si trovano aperture su trasformazioni verso il full time, e sulla necessità di assistenza ai lavoratori del Comune di Siracusa in merito a una vicenda giudiziaria in corso.
Contesto più ampio: salari fermi e mobilitazione nazionale
Il segretario regionale della Fp Cgil, Salvo Lipari, ha inquadrato il dibattito locale in una situazione più ampia: l’aumento dell’inflazione e del costo della vita non è accompagnato da un adeguamento salariale, con conseguenze sul potere d’acquisto dei lavoratori. Lipari ha richiamato inoltre la mobilitazione nazionale promossa dalla CGIL.
“Nessun segnale arriva dal governo nazionale – ed è necessario mobilitarsi per aver risposte”
La segnalazione si colloca nello stesso filone della manifestazione nazionale già annunciata dal segretario generale della CGIL per il 20 novembre, indicata come momento di pressione per ottenere risposte sulle rivendicazioni salariali e previdenziali.
Implicazioni locali e punti pratici per i lavoratori
Per i dipendenti interessati la posta in gioco è alta: una differenza nella modalità di calcolo della pensione può tradursi in pensioni molto più basse e difficoltà economiche nella fase di uscita dal lavoro. Dall’assemblea sono emerse alcune esigenze operative:
- Verificare le posizioni contributive individuali per valutare rischi e opportunità;
- Valutare azioni legali collettive o ricorsi amministrativi all’INPS per contestare eventuali conteggi errati;
- Richiedere agli enti locali impegni concreti su trasformazioni orarie e stabilizzazioni dove possibile.
Queste misure, hanno ricordato i sindacati, richiedono tempi e risorse, ma sono ritenute indispensabili per arginare effetti sociali pesanti. L’attenzione resta alta sia sulle trattative contrattuali che sulle iniziative a tutela dei lavoratori più esposti.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Numero stimato ex Art.23 in provincia | 1.500 |
| Anno possibile pensionamento con assegno sociale | 2033–2034 |
| Contratto collettivo discusso | CCNL 25/27 |
| Giornata di mobilitazione nazionale | 20 novembre |
Le prossime settimane saranno decisive per le iniziative sindacali sul territorio: i lavoratori e le loro famiglie attendono risposte concrete dagli enti locali e dallo Stato per evitare che scelte tecniche o ritardi amministrativi si traducano in perdita di reddito nel futuro pensionistico.
La Fp Cgil ha annunciato che proseguirà la mobilitazione e che nel frattempo verranno valutate le azioni legali ritenute più efficaci per tutelare i diritti previdenziali dei lavoratori interessati.
Corrado Midolo